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Volevo dirti….

 

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volevo dirti che  

qualche volta l’erba è gelata
come se la difficoltà fosse un giorno di febbraio
che proprio mentre sto scrivendo una signora dietro di me sbircia
come uno scoiattolo da un ramo
e che vorrei sapere se quello che volevo dirti poi si è capito
o mi è rimasto nella bocca come un bacio non dato

una mattina che tarda ad arrivare
un sacrificio pagano
una scure

però poi anche un sorriso
una mano nei capelli
una nota che da lontano rompe la notte sono cose che puoi tocca-
re attraversando la vita
e che poi proprio qui adesso al centro del netto di un cortile un ventaglio

muove l’aria come fosse un vento
e che vento mi sembra di sentire mentre mi accorgo di qualcuno
che lascia i suoi passi nelle scarpe che qui hai lasciato come un
segno del tuo passaggio
quasi a dire ti amo  ma da lontano.

 

Carmine Vitale


*volevo dirti che  

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volevo dirti che  

qualche volta l’erba è gelata
come se la difficoltà fosse un giorno di febbraio
che proprio mentre sto scrivendo una signora dietro di me sbircia
come uno scoiattolo da un ramo
e che vorrei sapere se quello che volevo dirti poi si è capito
o mi è rimasto nella bocca come un bacio non dato

una mattina che tarda ad arrivare
un sacrificio pagano
una scure

però poi anche un sorriso
una mano nei capelli
una nota che da lontano rompe la notte sono cose che puoi tocca-
re attraversando la vita
e che poi proprio qui adesso al centro del netto di un cortile un venta-
glio muove l’aria come fosse un vento
e che vento mi sembra di sentire mentre mi accorgo di qualcuno
che lascia i suoi passi nelle scarpe che qui hai lasciato come un
segno del tuo passaggio
quasi a dire ti amo  ma da lontano.

 

Carmine Vitale


Le difficoltà di un poeta

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da un margine all’altro

per evitare un tradimento

c’è il dimenticarsi della memoria.

Inesauribile è solo l’albero che pianta e nutre

radici di acqua e vento.

Ci sono queste cose scomparse, senza seme:

una vita andata, la morte del basilico sul balcone;

la coda di una lucertola,

una parete ridipinta, una poesia in transito, e qualche

posto di confine per fortuna abbattuto.

Ma non tutto scompare.

È così blu il cielo sopra l’asfalto

che brilla lo zucchero filato nella pioggia.

La strada che porta in chiesa è tutta in discesa

all’entrata attende un’altra acqua:

una donna pallida e confusa

l’usuraio

il violinista pazzo

e, mano nella mano, un medico abortista e il farmacista.

Solo un cane, con tutti i suoi sogni, non può entrare.

È la legge, dice.

Con una bilancia pesiamo le parole

prima dei due punti:

progetti per la bellezza,

variazioni del cuore:

pressione delle galassie,

quei nomi vecchi con cui prima si chiamavano i ricordi

la prima volta.

L’elenco dei congiuntivi

la primavera

l’estate

– guardare in faccia il sole

E accorgersi che non tutto muore –

 

 

Carmine Vitale, Salerno 1965

da “Alcune cose”

 


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