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La vita, come si dice, è……

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Nodo allentato su una corda corta,
la vita continua a sgusciar via sotto di me, intatta ma
calante,
il suo schema perde schema,
l’abisso blu dell’aria d’ogni giorno
l’inala e l’esala
in nuvolette come di fumo,
in piccole filze e fili di vento.
Tutto quello che il lapis dice è cancellabile,
ma non le nostre voci, parole nere e permanenti,
che imbrattano la vita come fuliggine,
ma non le nostre memorie,
incise come sagome nella mente,
ma non le nostre irrecuperabili azioni…
Il lapis tutto sparge e poi tutto riprende.
Per esempio, eccomi qui fra Hollywood Boulevard e Vine,
a quasi 60 anni, la vigilia di Natale, carni in mostra e mezzani
e incessante su Walk of Fame
lo spengersi di canne
sperando che qualcosa di non-troppo-terribile accada sulla strada.
La raffica di pioggia si è bloccata di schianto,
le fronde della palma ciondolano seducenti.
La vita, come si dice, è bella.

Charles Wright
da Black Zodiac, 1997
in Crepuscolo americano e altre poesie a cura di Antonella Francini

Charles Wright è nato a Pickwick Dam,Tennessee, nel 1935. Traduttore di Montale e Campana, nel 1995 è diventato membro dell’American Academy of Arts and Letters; nel 1998 gli è stato assegnato il Premio Pulitzer. Insegna all’Università di Virginia.


L’età dell’ombra

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Alcuni di questi fuochi di stelle sono di certo cenere ormai.
Mi gingillo nel cortile,
canticchiando vecchie canzoni che non dicono più niente a nessuno.
Il cappello dell’oscurità fa pendere il cielo notturno
pollice dopo pollice, piede nero dopo piede nero,
sopra Blue Ridge.

Com’era luminoso il fuoco del mondo, penso fra me e me,
prima dei capelli bianchi e la cenere dei giorni.
Scruto le costellazioni,
dimenticando qualsiasi cosa volevo dire.

Appena seduto, ho dimenticato cosa volevo dire.
Fuori il vento che irrompe fra gli alberi rigidi
come strappi nella stoffa.
Il ronzio annoiato d’una falciatrice
smorzato e inondante, cavallo immobile nel prato
vicino,
nessuna parola nell’orecchio, nessuna parola sulla punta
della lingua.
E’ laggiù, credo,
fra i fiori e appesa al vento e fra gli uccelli in volo,
e l’ho dimenticata,
foglia secca su un secco torrente.
La memoria non inganna, e si tiene rasente al suolo.

 

Charles Wright, Tennesee 25 8 1935
da “Breve storia dell’ombra”
traduzione di Antonella Francini

Wright, premio Pulitzer per la poesia nel 1998, ha tradotto in inglese La Bufera di Montale.


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