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Che ingiustizia!

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Presto l’inverno andrà via. Come un mare in ritirata

con la bassa marea,

lascia queste isole dolci, preziose, lisce, lavate,

questi giorni leggeri e freddi, come  sabbia.

E mi ricordo di te. Così come la sabbia bagnata

che l’acqua dovrà battere e  l’aria dovrà disperdere

così come la sabbia fredda, vagante, leggera,

i nostri giorni, cristalli

fragili, ciottoli,

sabbia, sabbia, sabbia,

ore di sabbia eterea,

giorni spazzati via, fragili.

E mi ricordo di te. L’inverno presto andrà via.

Torneranno, elargitori di luce, giorni azzurri,

il nostro mandorlo diventerà bianco.

( la ginestra ha già

due fiori gialli)

Che ingiustizia, che vergogna

per questi occhi ubriachi di colori, i giorni

che i tuoi occhi non vedranno!

 

Circe Maia, Montevideo 1932

da “La casa de polvo sumeria”

da me liberamente tradotta


C’è come la sensazione…

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C’è come la sensazione

che i giorni passino

più velocemente e che non ci sia tempo

per molti addii.

 

C’è un suono, come d’insetto,

dietro i giorni

e dietro le notti

un becchettìo piccolo, ma senza sosta

e quando vorrai guardare, i giorni cadono a pezzi

come se fossero stati divorati da dentro.

 

(Le mascelle invisibili

mordono

sempre più veloci)

 

Circe Maia, Montevideo 1932

 da “La pesadora de perlas”

da me liberamente tradotta


Divergenze

tarde lluviosa en la ventana

 

La voce della pioggia dice:

“Sono la stessa di mille anni fa

e da qui ad altri mille, sarò la stessa”

Ma una goccia rotta sul vetro, lei,

non è d’accordo.

 

Circe Maia , Montevideo 29 giugno 1932

da “ Dos voces”

da me liberamente tradotta

 


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