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Oggi l’immortalità è un tuo diritto.

Neonato_mani
Al figlio che compie diciotto anni

Ora che hai diciotto anni prendi con te il bambino
che vide la luce un giorno di luglio
che il sole batteva forte e la madre
poggiò il tuo corpo sul suo perché ascoltassi
ancora il battito del cuore
che per nove mesi era stata la tua musica.
A quel bambino hanno sorriso i genitori
e se gli antichi hanno mai capito qualcosa della vita
sii sicuro che con lui gli uomini ameranno spartire
il cibo e le donne il letto.
Ciò ti renderà meno duro vivere, quando anche tu
sarai attraversato dal dolore e meno ostile ti apparirà
questo mondo che non è né il migliore
né il peggiore di tutti i mondi possibili..
Ora che hai diciotto anni, ora che è il giorno
che l’immortalità è un tuo diritto,
ora che nessuno sa come per te sarà ciò che sarà,
prendi con te il bambino che vide la luce un giorno di luglio
che il sole batteva forte
e insegnagli a interrogare le nuvole
che attraversano il cielo e poi si dissolvono.
Ricorda che io ho lasciato passare un fiume in piena tra le mie dita
e ne ho bevute poche gocce, ma quell’acqua
era la mia acqua. Ricorda che se tutto quello che amiamo
prima o poi si perde come l’intonaco sui muri delle case,
di ciò che odiamo non resta che il dolore di avere odiato.
Ora che hai diciotto anni prendi con te il bambino
che vide la luce un giorno di luglio
che il sole batteva forte e non ti farà mai dimenticare
i volti che amandoti ti hanno insegnato ad amare.

Emilio Piccolo
Acerra, 13/05/51 – Acerra, 23/07/2012.


1° maggio 1970, avevo 18 anni.



Come una scorreggia
Si è dissolta la Grande Madre Russia
Come una scorreggia

Arrivederci bandiera rossa
Eri metà sorella metà nemica
Eri i nostri vent’anni
Felici di essere traditi e calunniati
Eri l’altra faccia della luna
Il corpo della specie che dolora
L’urlo
La tenerezza che abbiamo dimenticato
La durezza che abbiamo conservato
Troppi morti troppi
Ecco perché adesso lacrime non ci sono da detergere
Né giustifiche da cercare
Arrivederci  bandiera rossa
A Lima giocando a pallone qualcuno ancora muore
A Lima a qualcuno ancora hanno tagliato la testa
Troppi morti troppi
Ecco perché adesso lacrime non ci sono da detergere
Ma nascere di nuovo dobbiamo
Anche se nascere di nuovo è ancora più pesante
Giace la nostra bandiera nel grande bazar della storia
La smerciano per dollari, alla meglio
Non ho preso il palazzo d’inverno
Non ho mai amato Stalin o Gorbaciov
Non sono stato mai iscritto al partito comunista
Ma guardo la bandiera e piango.

Emilio Piccolo (Acerra, 13/05/51)

dal sito http://www.vicoacitillo.it/


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