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Domande

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Cammino sotto le stelle lontane
come facevo da piccolo con mio fratello, come facevo
in quelle lunghe, fredde notti di S. Francisco,
che sembravano non avere limiti
solo viali di colonne e sempreverdi, senza muri.
E guardo in alto e vedo gli spazi tra le stelle
penso alle nebbie e alle miglia che le separano,
cosa attraverseremmo per essere insieme.
Così mi ritrovo a Churchill Street
tornando a casa dal negozio
gli occhi rivolti ai densi gruppi
che crepitano nella notte.
E sento di nuovo la domanda che dimora
nelle nostre menti
sull’idea che è dietro all’uomo
il suo posto nell’universo
e l’universo,
il suo posto nell’uomo.
E resto come quando avevo otto anni
con lo stupore di cos’è a creare tutto,
l’infinità tra ciascuna luce
e l’eternità di una.
E sono muto con la domanda

 

John Wieners, Milton 6-1-1934. Boston 1-3-2002

da Poesia degli ultimi americani, a cura di Fernanda Pivano.

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Domande di nonna mentre Asia guarda l’orizzonte…..

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Mi rimarrà il tempo
Per misurare il tonfo
Delle parole tronche
……….
Dire non ho più fretta
Ho un’ora per ricoprire con la carta
Il sussidiario della tua scuola
Per annodarti le stringhe delle tue scarpe
Ed evitarti ogni caduta
…….
Eppure ne avanzeremo, lo lasceremo
A chi è rimasto, così potrà rileggere
Ogni nostra parola guardando
Infine il suo orizzonte senza angoscia….

 

Luigi Paraboschi
Da”E ci indossiamo stropicciati”


…cerca di amare le domande

Baron Adolf de Meyer

 

Sii paziente verso tutto ciò
che è irrisolto nel tuo cuore e…
cerca di amare le domande, che sono simili a
stanze chiuse a chiave e a libri scritti
in una lingua straniera.
Non cercare ora le risposte che possono esserti date
poichè non saresti capace di convivere con esse.
E il punto è vivere ogni cosa. Vivere le domande ora.
Forse ti sarà dato, senza che tu te ne accorga,
di vivere fino al lontano
giorno in cui avrai la risposta.

 

Rainer Maria Rilke, Praga, 4 12 1875 – Montreux, 29 12 1926
da “Lettera a un giovane poeta”


Sei domande sul senso della vita

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Tra La Défence e l’Etoile non c’è neanche un giardino.
Non c’è nemmeno un’aiuola con le margheritine.
Posso parlare ancora d’amore?

Tra Les Halles e Châtelet il cielo
è fatto di luci al neon. È senza stelle.
Posso ancora trovare la direzione giusta?

Sono davanti alla chiesa di St. Eustache. Il fiume
bruno e la polizia mi separano dalla Sorbona.
Posso scrivere ancora libertà?

Mille chilometri da rue Descartes alla
Cankarjeva ulica. Mille chilometri!
Amici, posso chiamarvi ancora amici?

Tra le copertine del libro che sto leggendo
ci sono cento pagine stampate, fitte fitte. Ha
ancora senso raccontare la propria storia?

Tra me e me c’è qualcosa di intenzionalmente
sottacciuto. C’è qualcosa che ho nascosto di proposito.
Posso sperare ancora che qualcuno mi creda?

 

Peter Semolič, Ljubljana 1- 2 – 1967

traduzione di Jolka Milič


Ci fu un tempo….

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Ci fu un tempo ed ero bambina,
perché anche io lo sono stata,
in cui mi turbava che un atomo cadesse
mentre il cielo resisteva.
Il Cielo pesava di gran lunga di più
eppure era lì, azzurro, immobile
senza catene, così a me sembrava.
Lo sapevano forse i Giganti?
Poi la vita mi impose ben altri problemi
alcuni li tengo in serbo, li risolverò
quando, lassù, l’algebra
sarà o sembrerà più facile.
Allora anche quello mi toccherà capire
il problema che più mi tormentava
perché mai non si liberasse il Cielo
e si rovesciasse, azzurro, su di me.

Emily Dickinson


Autobiografia di un poeta

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“Potendo essere ricco, ho preferito essere un poeta
e allora?
Ho sofferto come tutti, e ho amato”
“Molto?”
“Abbastanza da essere perdonato”

dalla poesia “Autobiografia”
Amado Nervo, Tepic 1870 – Montevideo 1919


La mente è un archeologo… L. Pintor

THE MOON FROM CARTAGENA, COLOMBIA
“Penso con sollievo che la morte mi ricondurrà dov’ero, cioè da nessuna parte.
Ma questo cielo notturno mi seduce e mi fa credere per un momento in un aldilà dove si possono capire le cose incomprensibili dell’aldiqua. Un indovinello che trova magica risposta, un labirinto dove c’è l’uscita, la sfinge che sbroglia da sé l’enigma, i misteri dell’esistenza terrena svelati al poveruomo che in vita sua ne cercò invano la chiave”

da: I luoghi del delitto
Luigi Pintor. Roma 18 9 1925 – Roma 17 5 2003


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