Archivi tag: Emilio Piccolo

Non puoi sedere a un tavolo di poker se hai paura di perdere

tumblr_o33sr0jCnP1sr14ndo1_500

 

È in questi momenti che ripenso a prufrock,
e mi chiedo anch’io “oserò turbare l’universo?”
e ti amo come un démone che avrei dovuto prima o poi incontrare.
Ti amo per approssimazioni,
per difetto e per eccesso.
Ti amo senza pietà, ma con tenerezza,

ti amo senza esserti complice, ma con gioia,
ti amo senza colpa, ma con pudore.
Ti amo come si prega, e si respira e si mangia.
Ti amo in absentia, in praesentia et ubicumque.
Ti amo perché ho imparato da te
che non è detto che l’ultima parola sia sempre
la morte.

 

Luther Blissett, eteronimo di Emilio Piccolo

Acerra 13 5 1951 – Acerra 23 7 2012

da “Beatrice. My heart is full of troubles”

Annunci

Time waits

grenier

 

Mi chiedo perché dovrei.

Perché dovrei rinunciare ad essere

meschino e triste e disperato e cattivo 

 e tutte quelle cose che tutti le hanno,

ma non le sopportano solo negli altri.

Il fatto è che ho cercato sempre di essere perfetto,

e non lo sono stato né per me stesso né per il mio cane.

Le cose sono andate più o meno così.

Sempre.

Poi, alla fine d’ogni storia, c’era sempre un’altra storia.

Il mondo è un cerchio antico e regolato

come un supermercato dove nulla esclude nulla

e poi ti ritrovi con la borsa piena di cose inutili.

 

 

Luther Blissett, eteronimo di Emilio Piccolo

Acerra 13 5 1951 – Acerra 23 7 2012

da “Beatrice. My heart is full of troubles”


Tu non lo ricordi, ma….

tumblr_oj8vmoDUad1vzo4eko1_500

 

T’eri tagliata i capelli, e avevi una camicia bianca,

la gonna grigia da tailleur.

Non te ne sei accorta, ma ti guardavo

come se non avessi mai visto il corpo di una donna.

Non ti sei accorta che avevo qualcosa nello stomaco.

Se t’avessi toccato i capelli, mi sarei perso

 in cose che a volte è meglio solo averle lette.

 Io le ho scritte.

Questo è il punto.

Ho pensato: se capita.

Ma nulla accade a caso.

È come quando giochi a bigliardo,

 e la pallina miracolosamente va nella buca.

Ho fatto anche un altro pensiero:

l’amore, come la vita, non si spiega né spiega nulla.

 E poi un terzo: che il mondo esiste davvero,

e per tutti, non solo per te.

E ho avuto voglia di intenerirmi, ma non l’ho fatto.

Tu non lo ricordi, ma era aprile.

 

Luther Blissett, eteronimo di Emilio Piccolo

Acerra 13 5 1951 – Acerra 23 7 2012

da “Beatrice. My heart is full of troubles”


le mie poesie non cambieranno il mondo ma non mi rimane che scriverle

 

Oggi il sole è tramontato dietro nuvole folte,
senza che avessi il tempo d’accorgermi che s’era fatta sera.
L’ho capito quando m’ha preso il solito crampo allo stomaco,
che mi ricorda che il desiderio di te sta sempre là,
pronto a mordermi appena mi distraggo.
L’ensemble hilliard suonava qualcosa.
Io, come sempre, con una birra in mano.
Il computer acceso. Il telefono che non funziona.
Poi mi è venuta su una rabbia.
Ma anche questo appartiene al copione.
E mi sono messo a scrivere quello che sto scrivendo
che non so come andrà a finire.
Come tutto, del resto.

Ne conosci l’inizio, ma la fine, se c’è, sfugge ad ogni previsione.
Ti cade addosso all’improvviso e tu dici: è la fine.
Ma poi tutto ricomincia.
Peter mi consiglia di non prendermela troppo,
e, se proprio non ce la faccio,
di provarmi di nuovo a suonare il piano.
A sentire come un do può venire diverso
a seconda della pressione del polpastrello.
A guardare come ad un certo punto
le dita se ne vanno per i fatti loro.
Poi mi è venuta su voglia di piangere. Ma non ho pianto.
E sì che lo avrei fatto con piacere, ma piangere non è facile.
Nemmeno se l’ensemble hilliard
ce la mette tutta a crearti l’atmosfera adatta.
E non rimaneva che la sera e una birra vuota tra le mani.
E aspettare che prima o poi arrivasse come sempre
il sonno.

 

Luther Blissett, eteronimo di Emilio Piccolo

Acerra 13 5 1951 – Acerra 23 7 2012

da “Beatrice. My heart is full of troubles”


Yesterday

tumblr_o33sr0jCnP1sr14ndo1_500

 

Quand’ero giovane, tutto era più o meno lo stesso.
Mio padre si sforzava di convincermi
che mondo era, mondo è e mondo sarà.
Io mi ostinavo a pensare

che le cose potessero andare diversamente.
Avevamo ragione tutti e due, ma non lo sapevamo,
e litigavamo, non volendo ammettere nessuno dei due
che ci amavamo.
Poi la vita ha fatto boom
e all’improvviso mi sono ritrovato ad avere
anch’io quarantotto anni.
Me lo sono mangiato il tempo,
ma questo non ha saziato la mia fame.
Il guaio è che nulla va mai come ci aspettiamo,
e ti rimane il sospetto che hai sbagliato qualcosa.
Poi una notte capisci che così deve essere,
e il mondo è fatto di chi crede e di chi non crede.
E vorresti andarlo a raccontare
al primo che incontri e ha quei diciotto anni
che nessuno può toglierti,
nemmeno un padre.
Vorresti dirgli: non credere a chi non crede,
ama e  e difendi i tuoi sogni,
ma non pensare che le cose stanno lì per te.
Vorresti dirgli anche altro,
ma non sai se è giusto o se anche questo è nel conto,
che ognuno si faccia come sa e può,
e paghi il prezzo che va pagato ad essere saggi o folli.
Mio padre ed io litighiamo ancora.
Sempre per gli stessi motivi.
E per gli stessi motivi c’è chi pensa
che non ho fatto in tempo a crescere
e sarebbe l’ora
che mi guardi allo specchio i capelli bianchi,
e dica bye bye a questa convinzione
che la giovinezza è uno stato permanente delle cose.
Ma io amo chi è ciò che sono stato
e sarà ciò che ora sono.
Tanto il mondo è sempre più o meno lo stesso.
E quanto al resto, che bella la vita.

 

Luther Blissett, eteronimo di Emilio Piccolo

Acerra 13 5 1951 – Acerra 23 7 2012

da “Beatrice. My heart is full of troubles”

 

 


…i pioppi verticali dell’infanzia corta e leggera

tumblr_o2wzi1fDte1sr14ndo1_1280

ché a cinquantanni

li conti i tempi e sono pesanti

tempi di quercia e di ulivo

ché i corbezzoli e le rose e i frassini

e i pioppi verticali dell’infanzia corta e leggera

non ti restituiscono la leggerezza

l’insostenibile leggerezza dei mondi senza peso

che girano senza sforzo su un perno

da una banda e dall’altra del pianeta

alla réfola veloce di un vento qualsiasi

in un mese qualsiasi

perché insomma partire è il problema

e vivere ogni giorno e tutti i giorni

che il corpo ha un peso

fatto di mani e piedi e denti e lingua e saliva

oggetti estesi e pesanti e pensanti

perché anche le idee, amore, hanno un peso

feroce dopotutto

se a toccarle

diventano rimorsi e morsi

sono vita che s’annoda e riannoda

come nodi marinai

anche se lievi ci sentiamo

e felice spira la brezza

sul volto tuo e su quello mio

sulle distese del mare

sotto il cielo curvo all’orizzonte che non finisce mai….

 

Luther Blissett, eteronimo di Emilio Piccolo

Acerra 13 5 1951 – Acerra 23 7 2012

da “Beatrice. My heart is full of troubles”


….e alle 19.40 di un giorno qualunque

tumblr_nfi2jxmHQ01r3ntg2o1_500

 

Non ho intenzione di dimostrarti o mostrarti nulla,

neanche le mie intenzioni ammesso che ne abbia.

Questa volta io non ci sarò,

 né virtuale né reale non ci sarò e basta,

ed è affar mio dove e come andrò a sprecarmi,

ma tu non usare i ricordi e altre strategie del genere

per fare piene le gallerie dei musei che visiterai da sola,

e le strade dove comprerai una borsa per natale,

e il salone dell’hotel dove in calze nere

tra donne in calze nere

qualcuno ti dirà che hai stile, così sensibile, e intelligente,

qualcuno che magari pensa di te cose oscene e triviali,

quelle che si dicono mentre si opera

 ed è necessario dimenticare il dolore

del corpo che hai davanti per non lasciarsene sopraffare,

così che è affare tuo e solo tuo chiederti dove sono le tue radici

e dove e perché e se ne vale dopo tutto la pena,

è affare tuo se non sarò né reale né virtuale,

 e non voglio che mi telefoni,

non voglio che disturbi il ritmo senza ritmo del mio esistere,

perché, vedi, io non voglio dimostrarti nulla

e alle 19.40 di un giorno qualunque ho solo voglia di toccarti il mignolo.

 

Luther Blissett, eteronimo di Emilio Piccolo

Acerra 13 5 1951 – Acerra 23 7 2012

da “Beatrice. My heart is full of troubles”

 


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: