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Fa sempre freddo in queste stanze…..

 

tarde lluviosa en la ventana

 

Fa sempre freddo in queste stanze,

 ma solo qui sono in grado di pensare i miei pensieri

e accettare che io sono uno che mente.

Guardo il terrazzo mentre piove e mi ricordo

che c’è stata anche Dénise da queste parti:

a quel tempo non sopportavo la vita,

ma ero sicuro che c’è sempre un unico prezzo

possibile per ogni cosa, che è quello giusto.

Avevo ragione e torto nello stesso tempo,

ma non lo sapevo e mi limitavo a guardare l’acqua che veniva giù.

 Anche allora faceva il freddo che fa ora,

senza che fossi in grado di valutare quanto mi costasse

 stare ore intere a contare le gocce d’acqua che

si posavano sui vetri, ore che tutti i miei organi

s’astenevano dalle loro funzioni,

lasciando che il freddo diventasse l’unica sensazione plausibile.

 Fa sempre freddo in queste stanze, ma è qui che ho capito come sono fatto,

anche se poi non mi serve a molto.

 

 

Luther Blissett, eteronimo di Emilio Piccolo

Acerra 13 5 1951 – Acerra 23 7 2012

da “Beatrice. My heart is full of troubles”


in questo febbraio…

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oh come si lascia andare

 in questo febbraio

di commozioni sottili

che non sai dove andare

 e se andare

 come si lascia andare

 da queste parti

 questa città

senza un segno un trofeo

 un’idea fatta di luce e saliva

 senza nemmeno l’attesa

che ci si svegli dal torpore

e tutti assieme ci si tocchi

ci si annusi i volti

tenuti assieme da occhiali al titanio

dietro ai quali il meglio di noi si disperde

 tra geografie improbabili

sensi unici e divieti

desideri in bilico

sui bordi dei bicchieri e delle labbra

 e mani che a sfiorarsi fanno paura

 e sogni fanno densi

 come il mosto della vendemmia

 ora che ancora è inverno

anche se in anticipo è la primavera

 in anticipo quest’anno

e non siamo preparati noi

né per abiti né per ormoni

né per orari ferroviari

 in questo mese di astratti furori

che se l’estate ci trova così impreparati

quali alibi potremo mai trovare

alla vecchiaia che avanza

 mentre dentro ami come a vent’anni

e non sai se più lo sai tenere

per la coda il drago che a cinquant’anni ancora ti cavalca

 perché tu sei da un’altra parte ormai

maledetto poeta

e sei nel verbo e al verbo condannato

alle parole derise da chi crede

che altro sei dalle parole che dici

dalle parole esatte e imperfette

che scrivi sempre

come se fossero le prime e le ultime

dai ritmi che battono come denti

per il gelo ed il trapano del dentista

 così che ti viene voglia di gridarlo

 fino a farti scoppiare polmoni e vene

 io non ci sto più

e di smetterla di scegliere per te

l’assurda morte a scampoli e a saldi

di starci in mezzo senza essere da nessuna parte

in questo febbraio di piatti da sciacquare

 di figli da consegnare ad un’eternità che non vogliono

di mal di denti con cura occultati

perché meglio un dente con la carie

che un tumore che non ti faccia più venire

né mal di denti né la voglia di vita

che hai con arte dimenticato

meglio il respiro delle cose senza sorpresa

dei sogni che sai come vanno a finire

anche se sono finiti da sempre

degli sguardi che ti guardano senza guardare

delle mani che ti toccano senza toccare

 meglio tutto, amore,

in questo febbraio

Beatrice in questa città

 in questa strada

 in questa casa

in questo cesso

dove alla stessa ora

 le 6.40 del mattino

con lo stesso sapone

 con la stessa sapiente negligenza

 le mani ci disinfettiamo e il cuore

meglio tutto, amore,

dell’allegrezza

che ci segna la fronte

 quando gli altri ci salutano

come i ventenni che eravamo.

 

Luther Blissett, eteronimo di Emilio Piccolo

Acerra 13 5 1951 – Acerra 23 7 2012

da “Beatrice. My heart is full of troubles”


Elogio del traditore

 

Judas coins 22

 è giusto che come il pane i pomodori e le patate

anche un uomo abbia il suo prezzo

e non è detto che sia sempre e solo trenta denari

 

certo in un supermarket ce n’è per tutti i gusti

e basta metter mano alla tasca

perché un marcel diventi chi è villano

 

se non siete d’accordo

poco importa il vostro consenso

le nuvole nel cielo sono bianche

non sono il pianto di dio

non sono nemmeno

ciò che porta la pioggia che ci bagna i vestiti

 

ma voi pensate che si possa mutare la storia

solo perché a qualcuno non piace

che le cose vanno così come vanno

pensate anche che giuda meritò il suicidio

e che i figli sono un pezzo del cuore

e della carne di cui prima o poi faremo a meno

 

pensate tante cose che poco hanno da spartire

con il pane i pomodori e le patate

che fanno il prezzo di un uomo

cui non importa se le nuvole sono il pianto di dio

perché è convinto che trenta denari sono pochi

per andare in paradiso.

 

 

Emilio Piccolo

Acerra 13 5 1951 – Acerra 23 7 2012

da “Poesia dei giorni dispari”


23 luglio 2012, il poeta Emilio Piccolo lasciò questa terra per un viaggio tra i misteri.

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…..perché anche le idee, amore, hanno un peso

feroce dopotutto

se a toccarle

diventano rimorsi e morsi

sono vita che s’annoda e riannoda

come nodi marinai

anche se lievi ci sentiamo

e felice spira la brezza

sul volto tuo e su quello mio

sulle distese del mare

sotto il cielo curvo all’orizzonte che non finisce mai….

 

 

Emilio Piccolo

Acerra 13 5 1951 – Acerra 23 7 2012

da “Beatrice. My heart is full of troubles”

 

 


la nostra parte di eternità

flores secas

se fosse davvero così semplice

attrezzarsi il mondo come se fosse un terrazzo

con piante e fiori da spostare da un angolo all’altro

tanto per fare qualcosa

perché è domenica e si deve, comunque, vivere

perché meglio tutto che le intermittenze crudeli del cuore

che ci lasciano senza difesa a chiederci dove andiamo

e se ne valga dopotutto la pena

attrezzarsi il mondo come se fosse un terrazzo

dove anche le cose lasciate in disordine

hanno l’ordine che vogliamo per loro

così docili così refrattarie a movimenti e oscillazioni

che viene voglia di prenderle ad esempio

come se prima o poi un temporale

un vento improvviso venuto su dal

lieve cedimento del pavimento non ci ricordasse

proprio quando meno ce l’aspettiamo

che la domenica e il lunedì e tutti gli altri giorni della settimana

sono l’unica cosa che abbiamo

la nostra parte d’eternità

e la spendiamo così

senza nemmeno confessarci

che a restituircela

è proprio un temporale che vorremmo

o un vento venuto su dal mare

che ci rendesse innocenti

creature senza domenica e lunedì

 che attraversano il tempo

con la dolcezza e la gioia

di chi di nulla ha colpa e senso e dolore

 se non d’aver fatto delle settimane

e dei mesi e degli anni

 il deposito dei propri sogni

e della propria capacità reale d’amare

 

 

Luther Blissett, eteronimo di Emilio Piccolo

Acerra 13 5 1951 – Acerra 23 7 2012

da “Beatrice. My heart is full of troubles”


Come se fosse un libro

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se fosse davvero così semplice
attrezzarsi il mondo come se fosse un libro
con le parole il ritmo e lo stile
appreso nelle notti
passate a credere che per essere felici
fosse sufficiente essere poeti
e che la felicità fosse un nostro diritto
e nostro diritto e dovere cercarla
dovunque e comunque
e qualunque fosse il prezzo di dolore
con cui mettersi alla prova
come se ne fossimo sempre più forti
come se soffrendo
potessimo garantirci
che ad attenderci da sempre
ci sia davvero qualcuno
magari un cane
con cui essere fragili insieme
e insieme vivere e insieme morire
per dolori che s’assomigliano
per sogni terribili e crudeli
che ti fanno pulsare la vita tra le mani
come il muscolo di un animale scannato
per domeniche che si devono, comunque, vivere
se fosse davvero così semplice amarsi
non avrei più bisogno delle parole
per dirti ti amo.

 

Luther Blissett, eteronimo di Emilio Piccolo

Acerra 13 5 1951 – Acerra 23 7 2012

da “Beatrice. My heart is full of troubles”


Di boschi, foreste e altro

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ma noi dovevamo costruire una foresta

dove metterci tutte le cose che in un altro

angolo del pianeta ci starebbero strette

alberi con le foglie a sfidare il sole come le parole dei poeti

e fiumi biblici di acque fonde come i tuoi occhi

e uccelli leggiadri e violenti

come la vita che se ne va tra amori e dolori senza senso

 

ma noi dovevamo costruire una foresta

dove nessun grillo parlante

venisse a suggerirci con discrezione e violenza

strade autostrade e percorsi alternativi dove non ci fossero

preti gesuiti marxisti in odore di santità

laburisti esperti di filosofia e astronomia

uomini di est e di sud-est

dove nessuno, dico nessuno,

si permettesse di pensare

che a renderla vivibile una foresta

macdonald  ci vogliano e  atéliers case eleganti e ben pulite

letti con le  lenzuola  fresche di bucato e di scopate

scuole che ti insegnino a morire un libro dopo l’altro

e ospedali dove ti rubano anche la morte

 

ma noi dovevamo costruire una foresta

non un orticello dove coltivarci zucche patate e un po’ di pomodori

e stare seduti a guardare il tramonto e la vita che passa

come i fraticelli che aspettano l’eterno

e un dio che se c’è c’è e son cazzi suoi

una foresta dove, amore, la morte non è la fine di tutto.

 

 

Luther Blissett, eteronimo di Emilio Piccolo

Acerra 13 5 1951 – Acerra 23 7 2012

da “Beatrice. My heart is full of troubles”


 come quando si guarda il mare…..

 

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….e ho provato una grande dolcezza

 Come quando si guarda il mare

 e ti ricordi  che qualcuno a scuola ti ha detto

quand’eri bambino  che un giorno

siamo stati tutti pesci.

Rossi, viola, blu.

Capaci solo di nuotare,

di esistere nuotando.

 

 

Luther Blissett, eteronimo di Emilio Piccolo

Acerra 13 5 1951 – Acerra 23 7 2012

da “Beatrice. My heart is full of troubles”


Caramelle

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Non ho forse chiuso i miei occhi con la ceralacca?

Non ho forse dimenticato di dirti che la faccia è per gli sciocchi?

Non ho forse battuto le mani per attirare la tua attenzione?

Non ho forse interrogato le stelle per sapere dove sono?

Devo a Peter se ho imparato a farmi questo tipo di domande.

Lui in ogni questione continua a essere sorprendente,

fa diventare vere le cose ovvie e ovvie le cose vere.

Dice che non gli costa fatica,

perché da sempre le cose ovvie e quelle vere si somigliano,

 come sanno bene gli stupidi e lo sappiamo tutti

quando siamo felici.

 

 

Luther Blissett, eteronimo di Emilio Piccolo

Acerra 13 5 1951 – Acerra 23 7 2012

da “Beatrice. My heart is full of troubles”

 

 


il mondo esiste davvero, e per tutti, non solo per te

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T’eri tagliata i capelli, e avevi una camicia bianca,

la gonna grigia da tailleur.

Non te ne sei accorta, ma ti guardavo

come se non avessi mai visto il corpo di una donna.

Non ti sei accorta che avevo qualcosa nello stomaco.

Se t’avessi toccato i capelli, mi sarei perso in cose

che a volte è meglio solo averle lette. Io le ho scritte.

Questo è il punto.

Ho pensato: se capita.

Ma nulla accade a caso. È come quando giochi a bigliardo,

e la pallina miracolosamente va nella buca.

Ho fatto anche un altro pensiero:

l’amore, come la vita, non si spiega né spiega nulla.

E poi un terzo: che il mondo esiste davvero, e per tutti, non solo per te.

E ho avuto voglia di intenerirmi, ma non l’ho fatto.

 

 

Luther Blissett, eteronimo di Emilio Piccolo

Acerra 13 5 1951 – Acerra 23 7 2012

da “Beatrice. My heart is full of troubles”


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