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Ortensia azzurra. Parigi, luglio 1906

 

Nella foto un’ ortensia azzurra, direttamente dal mio giardino.  Non c’è cosa più effimera di un fiore, è tanto simile al corso della vita umana, che proprio come questo fiore,  s’illude scioccamente di poter competere  con l’eternità.  (Annamaria S.)

 

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L’opaco scabro verde che rimane

da mestiche su vetro è in queste foglie;

su, nei corimbi, il blu non si raccoglie,

ma eco è d’azzurrità lontane

ed un vago di lacrime lo accoglie,

quasi un volere che svanisca ancora:

in giallo, in viola, in grigio trascolora

come fa il blu in vergati antichi fogli;

è lo sbiadito di lisi grembiulini,

cose dismesse cui nulla accade più;

avverti il breve dei piccoli destini.

Ma ecco, all’improvviso il blu riesplode

in uno dei corimbi, e sai: quel blu,

pura emozione, del suo verde gode

 

Rainer Maria Rilke, Praga, 4 12 1875 – Montreux, 29 12 1926

da “Nuove poesie” (Parigi 1906 – 1908)

traduzione  di Marino Marchello


Alloggio provvisorio

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Non ho mai conosciuto gli inquilini della mia vita.
Né ho saputo quando escono, quando entrano,
in quale ignota stazione riposano le loro miserie.
Le donne sono uscite da questo corpo sbattendo le porte
lamentandosi della mia tristezza,
in alcuni periodi si sono lamentate dell’umidità
del troppo freddo, di qualche strana muffa nell’armadio.

Gli inquilini della mia vita se ne vanno sempre senza pagare
e il patio resta di nuovo deserto
in questo hotel di passaggio dov’è sempre notte.

 

Federico Díaz-Granados, Bogotá (Colombia) 1974
da “Alloggio provvisorio”
traduzione di Alessio Brandolini

Fili d’aquilone n. 38

Alla prima lettura si ha la sensazione di un messaggio negativo, specialmente nel primo verso: gli alloggi provvisori sono le nostre esistenze, nostre ma a volte inesplorate, attraversate da sconosciuti inquilini che vanno e vengono, come le esperienze della vita: alcuni ci amarono, altri non abbiamo amato o non ci amarono e, pendolari della notte, hanno abitato una stanza della nostra anima, senza lasciarvi nulla.
Eppure, nei versi si sente scorrere la magìa del tempo: il presente, il passato e il persistere della memoria. Siamo alloggi provvisori dove restano per sempre i ricordi e alla fine anche noi siamo viaggiatori nella notte, nel tempo che è eterno.


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