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La felicità, per caso……

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Vedo un uccello fermo sulla grondaia,
può sembrare un piccione ma è più snello
e ha un po’ di ciuffo o forse è il vento,
chi può saperlo, i vetri sono chiusi.
Se lo vedi anche tu, quando ti svegliano
i fuoribordo questo è tutto quanto
ci è dato di sapere sulla felicità.
Ha un prezzo troppo alto, non fa per noi e chi l’ha
non sa che farsene.

Eugenio Montale
da Satura


L’ “intemporaneo”

FB_Amici_MontaleWL

Il mio sogno non è nelle quattro stagioni.

Non è nell’inverno

che spinge accanto a stanchi termosifoni

e che spruzza di ghiaccioli i capelli già grigi.

E non è nei falò accesi, nelle periferie

dalle pandemie erranti, non è nel fumo

d’averno che lambisce i cornicioni

e neppure è nell’albero di Natale

che sopravvive, forse, solo nelle prigioni.

Il mio sogno non è nella primavera

l’età di cui ci parlano antichi tabulari,

e non è nelle ramaglie che stentano a mettere piume,

e non è nel tinnulo della marmotta

quando s’affaccia dal suo buco,

e neanche è nello schiudersi delle osterie e dei crotti

e non è nell’illusione che ormai più non piova

o pioverà forse altrove, chissà dove.

Il mio sogno non è nell’estate

nevrotica di falsi miraggi e non è nelle lunazioni

di malaugurio, non è nel reticolato

del tramaglio squarciato dai delfini,

non è nei barbagli dei suoi mattini,

e non è nelle subacquee peregrinazioni

di chi affonda con sé e col suo passato.

Il mio sogno non è nell’autunno

fumicoso, avvinato, rinvenibile

solo nei calendari o nelle fiere

dei barbanera, non è nelle sue nere

fulminee sere, non è nelle processioni

vendemmiali o liturgiche, non è nel grido dei pavoni

Non è nel giro dei frantoi, non è nell’intasarsi

della larva e del ghiro.

Il mio sogno non sorge mai dal grembo

delle stagioni, ma nell’intemporaneo

che vive dove muoiono le ragioni

E Dio sa s’era tempo; o s’era inutile.

 

SaturaII 1962- 1970

Eugenio Montale
Genova, 12 ottobre 1896 – Milano, 12 settembre 1981