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Europa Europa!

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Non trovi folli o santi vagabondi

oggi in Europa , né eremiti in grotte buie.

L’Europa, è il produttore di film in delirio

che conta gli Euri che girano sul fuso,

e il sangue è sparso a pozze per due soldi , la moda

è suprema, ci pensa il soldato col bastone

al dissidente, i bimbi sono venduti come schiavi

e l’uomo è ridotto a moltitudine di muli.

 

Dio fu messo all’asta nella Città Santa,

immagine suprema di pienezza della mente;

potere e ordine paludati per la plebe ,

ciò che è diverso cancellato senza grazia,

ogni valore ridotto a un prezzo, —

la luce bianca, della coscienza, estinta.

 

Peter Russel*

Bristol 16-9-1921. San Giovanni Valdarno 22-1-2003

da “This is not my hour”

traduzione di  Raffaello Bisso

 

*Peter Russel, erede della tradizione simbolista e modernista di Yeats, Eliot e Pound, fu candidato al Nobel. Nella raccolta This is not my hour, critica duramente i disastri della civiltà moderna. Rappresenta una società umana impazzita che, come in un disegno di Escher, si avvita sul vuoto di senso e sull’assurdo delle sue dinamiche.

“….A volte penso che tutto sia perduto, che questa fatica sia solo uno spreco di tempo. I ricchi e famosi la fanno franca col crimine; — io ho speso tutto il mio per la poesia, a un costo che la gente considera folle…Gli ininterrotti talk-show del Parlamento cambiano l’ardua cultura in spettacolo, dettano legge pubblicità e profitto, tutto è speso in distrazioni e lotterie, — « Son sano! », sbotto, « e tutto il mondo è pazzo! » Peter Russel


Non voglio più bagnarmi in questo mare. *

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Il cuore dell’Europa nel buio. di Andrea Pomella

Tornerò, ti do la mia parola
mi siederò qui e tu potrai finire
di raccontare la mia storia
siamo partiti in settantotto dall’inferno
di Al Zuwara
nel punto concordato dove il mare
si ammassa vivo e morto
di quel colore
che sembra intraducibile come il dolore
dove l’acqua oscura t’accerchia e t’osserva
fino a che il tuo occhio vede
e al mattino presto si incontrano squadre
di uomini trafficare
architettando la tua salvezza o la rovina
quel che ho visto quando siamo partiti
è inventato non è reale
il mare stretto intorno agli occhi come
un acquerello a inchiostro scuro
un laccio emostatico un garbuglio
di stracci e di ferite
e presto il motore è scivolato in mare
per sette giorni e sette notti
a naufragare
narcotizzati dalla sete
costretti l’uomo all’uomo a darsi
il sangue ed il sudore a battersi
coi flutti incontrollati enormi
del metallo marino che squarciava
la gola e gli occhi
a sentire donne imbottite di feti
abortirsi la vita
finché imbavagliata la bocca abbiamo visto
sotto la luce scomparsa di dio un motopesca
maltese
Madonna di Pompei
ed è come se fossimo venuti a caritare
il vetro sabbiato della liberazione
uno sputo di vita un boccone
ma a che serve che io adesso vi chieda
se avete paura di me
di un morto in meno nella pioggia del mondo?
avete sprangato le porte
che solo le bombe delle vostre avarizie possono
far luccicare
Roma cristiana nel buio
il cuore d’Europa nel buio.

http://andreapomella.com/

*Non voglio più bagnarmi in questo mare, è il titolo di una poesia di Marco Ribani, dedicata agli annegati da respingimento.


l’Europa conta gli euri !!


Grecia, orchestra Ert: l’ultimo inno prima della chiusura
La violinista bionda suona, ma non riesce a trattenere le lacrime. La corista bruna riesce a stento a cantare l’inno e, con un gesto appena accennato, incoraggia una collega che sembra non avere più voce. Non ci sono abiti da sera per l’ultimo concerto dell’orchestra sinfonica nazionale greca che chiude per mancanza di soldi dopo 75 anni
La Repubblica 17.6.013


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