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Io sono Tiresia….

Baron Adolf de Meyer

 

….Ho veduto quel che ho veduto
E ho patito quel che ho patito.
A consultarmi nella caligine fosca
vennero ombre nell’inferno
e io ripieno di sapienza più degli uomini in carne,
ma l’ombra nell’ombra è il sapere….

 

Ezra Pound.  Usa, 30 10 1885 – Venezia, 1º  11 1972

dai Cantos


Poesia è l’arte di caricare ogni parola del suo massimo significato. E.Pound

La poesia, secondo Rilke, non è come crede la gente, sentimento. La poesia è esperienza “Per un solo verso si devono vedere molte città, uomini e cose, si devono conoscere gli animali, si deve sentire come gli uccelli volano, e sapere i gesti con cui i fiori si schiudono al mattino…… Si deve poter ripensare a incontri inaspettati e a separazioni ….al mare, ai mari, a notti di viaggio. Si devono avere ricordi di molte notti d’amore, nessuna uguale all’altra…. E anche avere ricordi non basta. Si deve poterli dimenticare, quando sono molti, e si deve avere la grande pazienza di aspettare che ritornino….” R. M. Rilke da “I quaderni di Malte Laurids Brigge”
La poesia è studio, rappresenta il livello più alto di ricerca linguistica. La Poesia è conoscenza, acuisce la percezione del mondo e, in certi casi, è capace di profonde intuizioni sulla realtà, sul mondo, sull’esistenza umana.
E’ perciò un vero peccato banalizzarla o farne una lettura sommaria e superficiale. Iraida

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Le poesie vanno sempre rilette,
lette, rilette, lette, messe in carica;
ogni lettura compie la ricarica,
sono apparecchi per caricare senso;
e il senso vi si accumula, ronzio
di particelle in attesa,
sospiri trattenuti, ticchettii,
da dentro il cavallo di Troia.

Valerio Magrelli
da “Didascalie per la lettura di un giornale” 1999


Quello che veramente ami



Quello che veramente ami rimane,
il resto e’ scorie
Quello che veramente ami non ti sara’ strappato
Quello che veramente ami e’ la tua vera eredita’
Il mondo a chi appartiene, a me, a loro
o a nessuno?
Prima venne il visibile, quindi il palpabile
Elisio, sebbene fosse nelle dimore d’inferno,
Quello che veramente ami e’ la tua vera eredita’
Strappa da te la vanita’, non fu l’uomo
che creò il coraggio, o l’ordine, o la grazia,
Strappa da te la vanita’, ti dico strappala
cerca nel verde mondo quale luogo possa essere il tuo
per raggiungere l’invenzione, o nella vera abilita’ dell’artefice,
Strappa da te la vanita’,
Paquin strappala!
Il casco verde ha vinto la tua eleganza.
“Dominati, e gli altri ti sopporteranno”
Strappa da te la vanita’
Sei un cane bastonato sotto la grandine,
Una pica rigonfia in uno spasimo di sole,
Meta’ nero meta’ bianco
Ne’ distingui un’ala da una coda
Strappa da te la vanita’
Come sono meschini i tuoi rancori
nutriti di falsita’.
Strappa da te la vanita’.
Avido di distruggere, avaro di carita’,
Strappa da te la vanita’,
Ti dico strappala.
Ma avere fatto in luogo di non avere fatto
questa non e’ vanita’
Avere, con discrezione, bussato
Perche’ un Blunt aprisse
Aver raccolto dal vento una tradizione viva
o del bell’occhio antico la fiamma inviolata
Questa non e’ vanita’.
Perchè qui l’errore e’ in cio’che non si e’ fatto,
nella diffidenza che fece esitare.

Ezra Pound, Hailey, 30 10 1885 – Venezia, 1 11 1972
da Canti Pisani


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