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Figli

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Si sono appropriati di noi, hanno gli stessi occhi,

la stessa inclinazione a credere

che non toccherà loro soffrire e sorridere

senza averne voglia.

 Vivono in un mondo che è sempre più grande

ma sempre più piccolo per i loro sogni.

Parlano come se non fossero i nostri figli:

cento parole, e il mondo è fatto.

 In genere ci ignorano e noi li guardiamo crescere

obbligandoli ad avere bisogno di noi.

 Così restiamo: tu da una parte, e io dall’altra,

 ma senza mai essere veramente da qualche parte.

 Eppure niente potrà impedire

che facciano errori e che crescano.

 E il nostro dolore non potrà impedire il loro dolore.

 Poi un giorno andranno via.

 Rimarremo soli: tu da una parte, e io dall’altra;

ma senza mai essere veramente da qualche  parte.

 

Luther Blissett, eteronimo di Emilio Piccolo

Acerra 13 5 1951 – Acerra 23 7 2012

da “Beatrice. My heart is full of troubles”

 

 


Nella scatola dei ditali di mia madre

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Nella scatola dei ditali
ci stanno le ruotine dei bottoni
che si attaccano ai cappotti,
ci sta il filo bianco
che si impiglia nelle mani di mia madre
che hanno pazienza.

Nella scatola dei ditali
ci sono gli aghi del tempo
che forano tutte le sere.

 

Nino Pedretti

S. Arcangelo di Romagna 1923 – Rimini 1981

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Una vecchia scatola di latta per biscotti, tonda e blu. Quando mia madre se ne andò, la portai con me a casa mia.  Mi sembrò una delle cose più preziose che avesse posseduto, più preziosa del filo di perle che papà le aveva regalato il giorno delle nozze. In quella scatola c’erano  i rocchetti di cotone, le fettucce colorate, i ditali, gli spilli, la pazienza di mia madre, i suoi pensieri, il  veder largo attraverso la cruna dell’ ago, i  merletti ritagliati dei suoi sogni , i mille punti stretti intorno a dolenti cicatrici, per non lasciar scappare mai la vita e la speranza che mi insegnò a non abbandonare mai.
Oh mamma, la tua scatola è ancora qui. Tu quando tornerai?
Annamaria Sessa

Ai figli

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Vi lascio una scala
traballante
incompiuta
con qualche scalino rotto
alcuni marci
e più di uno
intero.
Riparatela
mettetela in piedi
saliteci sopra
salite
fino a toccare la luce.

 

Claribel Alegría 

Estelí, Nicaragua  12 5 1924

da ” Voci”

traduzione di Zigonia Zincone e Marina Benedetto

 


Mi è molto difficile dirti figlio …..

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Mi è molto difficile dirti figlio dirtelo senza venir meno al ricordo

perché anch’io cado piovo mi apro mi chiudo

 mi parlo mi tremo mi tendo con le sferzate dei templi

del primo indizio la mezza carezza l’ultimo volo

per dirti così semplicemente figlio senza letteratura

così nella pura aria che tutti siamo viaggiatori e che per questo

malgrado tutto ciò che trascorre sotto la poesia

malgrado tutto ciò che muoio ti scrivo e ti amo.

 

Adriano Corrales, San Carlos in Costa Rica 1958.

da “Lettera al figlio” 

in “Ad ora incerta”

cura e traduzioni di Tomaso Pieragnolo

 

Se dovessi scrivere una lettera ai miei figli, vorrei farlo così. Vorrei che fossero ben visibili anche i timori e le fragilità che hanno caratterizzato e caratterizzano il mio essere madre. E, con la medesima semplicità, esprimere il mio incondizionato amore verso di loro.   Annamaria S.


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