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Mandate a dire all’imperatore….

01-cappello
Cosí come oggi tanti anni fa
mandate a dire all’imperatore
che tutti i pozzi si sono seccati
e brilla il sasso lasciato dall’acqua
orientate le vostre prore dentro l’arsura
perché qui c’è da camminare nel buio della parola
l’orlo di lino contro gli stinchi
e, tenuti appena da un battito,
il sole contro, il rosso sotto le palpebre
premerete sentieri vastissimi
vasti da non avere direzione
e accorderete la vostra durezza
alla durezza dello scorpione
alla ruminazione del cammello
alla fibra di ogni radice
liscia, la stella liscia, del vostro sguardo
staccato dall’occhio, palpiterà
né zenit né nadir
in nessun luogo, mai.

Pierluigi Cappello
Gemona del Friuli 1967

Dalla periferia dell’impero, forte, preciso e vibrante il messaggio del Poeta all’ordine costituito, al potere (l’imperatore). Le parole esatte di una società che fonda le ragioni del suo esistere sul mercato e il profitto, sono parole morte (i pozzi si sono seccati). In una società che è impegnata ogni giorno a rimuovere ogni ostacolo (compreso il dolore e la morte) al “consumo” , e che ci vorrebbe senza memoria, il Poeta contrappone la parola della poesia, “inutile” ma capace di ricordarci in ogni momento chi siamo stati e chi siamo. Iraida


Perché noi non siamo nati solo per svilupparci. Siamo nati per essere felici.


Dal discorso del Presidente dell’Uruguay José Alberto Mujica* alla conferenza Rio+20.
………..
Perché noi non siamo nati solo per svilupparci.
Siamo nati per essere felici.
Perché la nostra vita è breve e passa in fretta.
E nessun bene vale come la vita, questo è elementare….
….lo sviluppo non può essere contrario alla felicità.
Lo sviluppo deve favorire la felicità umana, l’amore per la terra, le relazioni umane, la cura dei figli, l’avere amici, l’avere il giusto, l’elementare.
Perché il tesoro più importante che abbiamo è la felicità!
Quando lottiamo per migliorare la condizione sociale, dobbiamo ricordare che il primo fattore della condizione sociale si chiama felicità umana!

* “Questi soldi mi devono bastare perché ci sono molti Uruguaiani che vivono con molto meno!”(José Alberto Mujica) 77 anni, attuale presidente della Repubblica Orientale dell’Uruguay, è considerato uno dei presidenti più poveri del pianeta – non a causa delle condizioni socio-economiche dello stato di cui è esponente, ma per esclusiva scelta personale.


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