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Buon viaggio, Guido Ceronetti.

Morto scrittore e poeta Guido Ceronetti

Chi ha orecchie in tenda

chi ha orecchie in tenda

Dice e ripete l’oscuro Giovanni

sgranando al porto le sue visioni

tra le grida dei friggitori

e le scannate angurie.

Io le orecchie le ho e in questa tenda

ci sto da molti anni.

Ma verrà mai qualcuno?

Una mano che getti una voce?

Che ci sia stato fin da principio

Un errore di stampa?

 

Guido Ceronetti. Torino 24 8 1927 – Cetona 13 9 2018

da “La distanza”

 

La poesia si apre con un “errore” nel testo. In-tenda  per intenda.  Un errore  voluto per significare che forse anche nelle nostre esistenze c’è stato un iniziale errore di stampa. Ma il porsi domande alla ricerca di un senso può correggerci?


so’ ragazzi……


“La nostalgia degli anziani è dolce. (…) Ma la nostalgia come misura del mondo fa schifo, è ciarpame, e se non contiene abbondanti dosi di ironia, risulta imbarazzante.”
La frase, provocatoria ed interessante, è tratta da http://www.freddynietzsche.com/2012/06/11/quando-il-freddo-era-piu-freddo/ e si riferisce ad un articolo di Guido Ceronetti sul Corriere della sera http://www.corriere.it/cultura/12_giugno_10/telefonino-cernonetti_904138c2-b2c5-11e1-8b75-00f6d7ee22cc.shtml.
L’attempato intellettuale, parlando con leggerezza ed ironia del suo rapporto col cellulare da poco acquistato, si lascia andare a considerazioni sociologiche che qualche domanda dovrebbe sollecitarla in tutti noi.
Poteva essere uno spunto di riflessione su “modernità”e “antimodernità”, sulla tecnologia, sulla libertà e dipendenza dell’uomo dagli oggetti… e invece, invece è finito con i soliti stereotipi sulla vecchiaia, sul rincoglionimento nostalgico, fino a commenti come questi:
“ Una volta stavo scrivendo un messaggio al cellulare in un parchetto e si avvicina un anziano con la sua tipica “puzza da vecchio” che mi dice: “una volta per parlare con la mia morosa dovevo spedire una lettera!” al ché io ho risposto “forse per suo nonno l’unico modo per parlare con la fidanzata era andarla a trovare a cavallo!”

I grandi Fruttero e Lucentini dicevano che Flaubert fu il primo a sentire la cretineria come il problema del nostro tempo ed io aggiungerei che la cretineria non c’entra mai col dato anagrafico.


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