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Viaggio

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Ogni viaggio è nel cuore

delle nostre stesse tenebre. WB Arrensberg

 

All’uomo che ama  mappe e incisioni 
è necessario andare 
molto lontano dalla sua prigione. 
Sentire il ​​mondo nelle sue mani 
e il cuore leggero, lieve 
come un palloncino che sale nel cielo 
Un bel giorno  parte 
per  luoghi remoti, scegliendo paesi 
in cui spera di essere felice, 
paesaggi senza nome, 
mari che ad uno ad uno annullano 
la profondità dell’altro. 
Curioso tra la gente 
di altre razze, 
una conoscenza mai sfuggente 
e presto impara che il viaggiatore 
non parte mai dal suo corpo 
che ovunque vada la sua città lo segue, 
per quanto il dito indichi 
una miriade di porti,
i ricordi non scompaiono 
nell’andare e tornare del navigante.

 

Herme G. Donis

Villalón de Campos (Valladolid)  1951

daPilgrimage Adventures”

da me liberamente tradotta


Quando gli anni passano 

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Quando gli anni passano 
ancora più in fretta 
e queste sere infiammate dai tuoi versi
si placano con incantesimi e sogni di gloria, 
quanto inutile sarà rimpiangere

tanto effimero impegno di grandezza, 
tanta fatica per marcare, 
a colpi di vita, 
l’impronta indelebile di una poesia, 
allora, e lo sai bene,
la sua orma e la tua vita 
sarà diventato a quel punto

qualcosa a malapena leggibile: 
come quei lievi segni 
lasciati sulle lavagne

dopo che sono state cancellate

tutte le lettere

dalla  sua nera superficie.

 

 

Herme G. Donis

Villalón de Campos (Valladolid)  1951

da”Mentre il tempo passa”

traduzione mia

 


Le ore fugaci

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…Le ore fugaci porteranno
silenziosamente via ciò che amiamo:
il paradiso, l’inferno
che la vita ci  concede.
Proprietà effimere
vissute come eterne,
difese con i denti nel
corso degli anni. Cose
che finiranno nel nulla.
E persino le metafore
che alcune notti
ci hanno fatto credere
che avremmo composto
i versi più belli
che ogni mortale sentirà, finiranno
per rimanere nascosti
nelle lettere scolorite
che oggi conserviamo con tanto zelo….

 

Herme G. Donis,  Villalón de Campos (Valladolid) 1951

traduzione mia

 

 


Ritratto dell’infanzia

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Sconvolge ritrovare 
l’ infanzia nascosta in vecchie fotografie di 
famiglia che non avevi mai visto. 
È strano vedere la creatura  che eri 
tra le braccia di un padre 
giovane, forte ed estraneo. 
Dopo le fotografie, 
il ricordo è abitato 
da giorni lontani. 
E sebbene a questo punto 
tu sappia che il tempo  
impetuoso, giusto, 
cristallino  
ha  le sue  sillabe contate, è necessario
essere di nuovo quella bambina. 
Lasciate che provi a scoprire 
nel suo sguardo 
un’aria di famiglia, 
un’infanzia con il profumo dei giochi, 
che venga fuori dal passato
una traccia di me
che mi faccia credere
che sono  ancora al sicuro.  A casa.

 

Herme G. Donis,  Villalón de Campos (Valladolid) 1951

traduzione mia

 

 


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