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Soltanto le cose sono nitide hanno un’anima, e credono  nella vita eterna.

 

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La nitidezza delle cose

Nel silenzio di casa, quando il legno si spezza, 
aspetto i movimenti degli ingranaggi del tempo, 
la manifestazione evidente della macchina del mondo, 
le pale del mulino che macinano la farina dei giorni, 
i denti che recidono la pelle della feroce esistenza,
lo scorrere dei minuti dell’orologio naufrago dei domani. 
Il ronzio della mosca contro la sua immagine nel vetro.

Nel silenzio di casa, quando tremano i mobili
e oscillano gli elettrodomestici nel riflesso del vetro,
stridendo in un coro liturgico tra le monete
nitide sotto il sole e le pale che tritano emozioni,
e la puleggia che bisbiglia parole contro l’indifferenza,
il destino delle posate e piatti prigionieri, lentamente
si disfano in argilla e ruggine mortale.

Le cose muoiono senza panico mentre guardiamo
distratti il vento che solleva le tende della stanza.

Soltanto le cose sono nitide e hanno un’anima, e credono 
nella vita eterna.

 

José Eduardo Degrazia, Porto Alegre(Brasile) 1951

da “Pioggia antica”

traduzione di Iris Faion

 

Le cose, ” le tante, le inaudite / cose, di cui c’invaghimmo/poco a poco..” (Pontiggia) 

Mozart però sapeva quanto comune è il pianto di chi ha perduto qualche minuta cosa minuta e normale ( Robin Morgan)

 “Forse nel buio le cose /hanno una loro intelligenza/perché sono più di quello che siamo”  (Roberto Cescon)  

“Dureranno di là dal nostro oblio/ e non sapranno mai che ce ne siamo andati”  (Jorge Luis Borges)  

“Siamo come palpebre, dicono le cose,/ sfioriamo l’occhio e l’aria, l’oscurità/ e la luce” (Adam Zagajewski)

Leggi, sono questi i nomi delle cose che lasciasti – me, i libri, il tuo profumo sparso per la stanza..” (Maria do Rosário Pedreira)

Le cose…pezzi di vita.

Quelli sopra sono frammenti di poesie pubblicate nel mio blog. Chi volesse leggerle per intero, le trova cliccando sul tag “cose” 


La nitidezza delle cose

2015-06-23 18.47.10

 

Nel silenzio di casa, quando il legno si spezza,
aspetto i movimenti degli ingranaggi del tempo,
la manifestazione evidente della macchina del mondo,
le pale del mulino che macinano la farina dei giorni,
i denti che recidono la pelle della feroce esistenza,
lo scorrere dei minuti dell’orologio naufrago dei domani.
Il ronzio della mosca contro la sua immagine nel vetro.
Nel silenzio di casa, quando tremano i mobili
e oscillano gli elettrodomestici nel riflesso del vetro,
stridendo in un coro liturgico tra le monete
nitide sotto il sole e le pale che tritano emozioni,
e la puleggia che bisbiglia parole contro l’indifferenza,
il destino delle posate e piatti prigionieri, lentamente
si disfano in argilla e ruggine mortale.
Le cose muoiono senza panico mentre guardiamo
distratti il vento che solleva le tende della stanza.
Soltanto le cose sono nitide e hanno un’anima, e credono
nella vita eterna.

 

 

José Eduardo Degrazia, Porto Alegre (Brasile) 1951
da Pioggia Antica: Antologia Poetica
traduzione di Iris Faion

 


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