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… ma l’uomo non potrà vivere senza la poesia, perché essa rappresenta il secreto non solo di chi riesce a scriverla sulla carta, ma di tutti, poiché tutti l’hanno nell’anima. G.Ungaretti

 

 

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Qui c’è la stessa pioggia sulla sterpaglia incolta.

Il sale, il mare sfatto…

Si cancella il passato, si scrive dopo:

Il mare convesso, le sue migrazioni,

le abitudini radicate,

è servito già a scrivere mille poesie.

 

(La cagna infetta, la poesia rognosa,

risibile varietà della nevrosi,

prezzo che alcuni pagano

per non saper vivere.

La dolce, eterna, luminosa poesia).

 

Forse non è tempo ancora.

La nostra epoca

ci permette di parlare da soli.

 

 

José Emilio Pacheco, Ciudad de México 30 6 1939

 

 

 

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La poesia che cerco è come un diario, senza progetto e senza misura. José Emilio Pacheco

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Notte……

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È l’ora impercettibile che si fa notte.
E nessuno si chiede come si fa la notte,
che materia segreta va edificando la notte.

José Emilio Pacheco, Ciudad de México 30 6 1939
da Isole alla deriva


Non ne posso più dei ricordi!

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Non saremmo niente senza tutto quello che abbiamo detto e fatto, avuto e dato, patito e goduto. Niente! Non saremmo niente se non avessimo un passato. Ma a un certo punto della vita, la memoria, come vuole Irving, diventa un mostro che divora quello che resta.
Bravi gli altri a ripetere …guarda avanti….non voltarti…! I ricordi si presentano contro la tua volontà, puntuali come il destino.
Non so ancora se a dare un senso al presente o a farlo a pezzi! Iraida
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Memoria

Non prendere molto sul serio
ciò che ti dice la memoria.
Forse questa sera non è mai esistita.
Chissà se tutto fu un autoinganno.
La grande passione
esiste soltanto nel tuo desiderio.
Chi ti dice che non ti racconta finzioni
per prolungare il finale
e per suggerire che tutto questo
aveva almeno qualche senso.

José Emilio Pacheco
Citta del Messico 30 giugno 1939


“Il mondo esiste ma non è reale” detto tibetano

Certe mattine,

nell’attimo in cui gli occhi sono chiusi

e la coscienza  pian piano emerge, 

in quell’istante così  fuggevole,

tanto labile e  imprendibile

che non c’è tempo nemmeno per pensarlo,

mi capita ogni tanto di svegliarmi

con la  stessa sensazione addosso

di quando i miei figli erano piccoli.

Mi sembra di percepirne il respiro,

i movimenti lievi, l’odore di talco e di  miele.

E ogni volta mi aspetto

che saltino dalla culla nel letto! 

Apro gli occhi e  già tutto è un ricordo.

A quale  dimensione del tempo

appartiene  quell’attimo?

Non prendere molto sul serio
ciò che ti dice la memoria.
Forse questa sera non è mai esistita.
Chissà se tutto fu un autoinganno.
La grande passione
esiste soltanto nel tuo desiderio.
Chi ti dice che non ti racconta finzioni
per prolungare il finale
e per suggerire che tutto questo
aveva almeno qualche senso.

José Emilio Pacheco Berny (Ciudad de México, 30 de junio de 1939)


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