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L’ albero d’oro

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Per Marisa e Francisco Torrecillas

L’albero d’oro trasforma l’apparenza del paesaggio.
Quello che noi chiamiamo natura sta lì,
ma la vita dell’albero gli portò un rilievo,
una chiarezza che prima non aveva.
Sui rami crescono splendori senza sole,
e le sue alte luci obbligano a guardare in alto,
verso la vastità del cielo,
che lui, con la delicatezza delle foglie, mette in risalto.
La sua ferma presenza
rende visibile lo spazio invisibile dell’aria.

Lauren Mendinueta
Barranquilla, Colombia 1977
Da “Del tiempo, un paso ” 2011
Traduzione di Alessio Brandolini

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All’altra che sono

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Ci sono fotografie nelle quali non mi riconosco.
Il mio io vigliacco nel guardarle
mi obbliga a pensare che esisto in una sola
e non nella somma di chi sono
con l’altra che mi sostituisce nell’immagine.
È dura credere che anche quella sconosciuta sono io
quella donna sospesa e brutta
con un volto che senza essere il mio non è estraneo.
Comprendere il mondo può essere anche questo:
accettare di essere colei che non conosco.

Lauren Mendinueta
Barranquilla, Colombia 1977
Da “Del tiempo, un paso ” 2011
Traduzione di Alessio Brandolini


Orologio senza lancette

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Ho il biglietto per un viaggio che promette il Giardino come destino,
l’abitudine di vagare sulle ceneri per non dimenticare il fuoco
e la voce di mia madre che di sera mi avvolse con un fruscio di palme.
Ho anche l’obbligo di restare viva, di preservare l’intoccabile
affinché il mondo continui ad essere ciò che non sono.
Ma vivere in cerchio come una lancetta di orologio finisce per stancare.
Quanta ironia: dover invecchiare per riprendersi alla fine l’infanzia,
dover morire affinché nessuno possa rubarmela.

Lauren Mendinueta
Barranquilla, Colombia 1977
Da “Del tiempo, un paso ” 2011
Traduzione di Alessio Brandolini


Passano gli anni

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Passano gli anni,
e anche se la vita mi accusa d’immobilità,
anch’io ho viaggiato.
Come una particella di polvere
ho svolazzato per la casa e ai libri mi sono afferrata.
Come un insetto ho riposato sul bordo dei fossati,
o semplicemente sono stata una donna che sera dopo sera
ha guardato verso il mare
cercando navi dimenticate dalla foschia
e che tornano alla memoria……

Lauren Mendinueta
Barranquilla, Colombia 1977
Da “La vocaciòn suspendida” 2011
Traduzione di Alessio Brandolini


Il passato va sempre avanti ………….

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Il passato va sempre avanti
marcando non il ritmo ma il tono della nostra vita.
Per questo i volti ripudiati insistono nel tornare
e restano stabili nella paura di essere viva
anche contro la mia volontà.
Come mi sono trasformata in fantasma?
Ogni notte scuoto l’aria,
scuoto l’aria passando col grido spaventoso della mia esistenza.
Presente in un’accozzaglia spettrale,
ignoro coloro che non contenti di sbarrarmi la porta del giorno
si coprono la faccia per non vedermi passare di notte,
per quanto ben sappiano che mi ascolteranno correre per strada.
Così mi sono formata, con processioni assurde
e schiaffi che non potei restituire in tempo.
Dove te ne sei andata? Avevo bisogno di te più che mai
quando hai smesso di essere bambina per trasformarti in ciò che sono.
Luoghi, coscienze, cuori ed affetti,
all’improvviso abbandonasti tutto. Adesso ridi di me
e dal tuo spaventoso rifugio inaccessibile
ti permetti il lusso di ricordarmi chi sono stata.


Lauren Mendinueta
Barranquilla, Colombia 1977
Da “Del tempo, un passo” 2011
Traduzione di Alessio Brandolini


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