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amici e amiche…

2012-04-20_magie-del-tempo-passato

 

Non riesco a dormire

il numero di telefono è nella tasca

ma non oso chiamare.

Amici e amiche a sera sono usciti

fuori da vecchie foto, lettere, cassetti….

 

Natan Zach, poeta israeliano nato a Berlino nel 1930

 

 


post scriptum

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E non ti ho parlato ancora del

deterioramento della posta in questa oscura provincia

dell’impero.

L’impiegato grugnisce unicamente

sdraiato contro un calendario dell’anno precedente

(uno sfondo eccessivo di fiori, vacche e montagne)

ma adesso si è innamorato delle destinazioni delle mie lettere,

sorride – qualche volta –

e posso scommettere che pensa a me

quando attraversa i ponti diretto al suo cuscino.

Ci si può impadronire dei sogni degli altri

per non morire, si può accettare la vita come una

rappresentazione del desiderio.

Così senza turbolenze, invento false

lettere da scrivere –

esotici mittenti nel mattino che trema –

e quell’uomo e io

torniamo a essere porosi, invincibili,

per un momento.

 

 

Paulina Vinderman, Buenos Aires 1944

da “Escalera de incendio”

traduzione di Emilio Coco


L’insistenza di ciò che sono….

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Ritorno dopo anni, al caffè
dove raccoglievo le impronte del mondo.
Il ragazzo è sempre lì, eterno nella sua giacca viola.
All’angolo la buca delle lettere, vuoto del tutto
tranne di me.
Gli alberi mi colpiscono con la bellezza della loro vecchiaia
(prima o poi moriranno ma non sarò testimone).
Sono venuta a congedarmi, dico al ragazzo,
che domanda della mia vita, come un amico in più.
Ormai non appartengo a questo luogo
(non appartengo a nessuno, pensa la malinconia
per conto proprio, ma non glielo dico)
e scrivo una lunga lettera su un foglio di agenda,
al fratello che non ho avuto (o mi portarono via)
mentre sorseggio il mio caffè
e disegno nasi su salviette di carta.
Prima che la fredda pura notte m’inghiotta
lascio cadere la lettera nella buca postale.
L’insistenza di ciò che sono la ritrovo – silenziosa –
in questa piccola azione.
Mi lascio alle spalle uno splendore o la sua memoria
(che è la stessa cosa)

Paulina Vinderman, Buenos Aires 1944
da “L’epigrafista”
traduzione Alessio Brandolini

 

 


Purchè il cielo sia sbrigliato…

le-nuvole-e-i-cambiamenti-climatici

Ci saranno sempre lettere.
Gli uomini continueranno a
leggere e ad afferrare ancora
la storia per la coda.
Purché le vigne galoppino
e sia sbrigliato il cielo
come lo vogliono i bambini
con galli e aquiloni azzurri bandiere
La festa di Sant’Eraclìto
Il regno di un bimbo

 

Odysseas Elitis: pseudonimo di Odysseus Alepudhelis.
Candia, 2 novembre 1911 – Atene, 18 marzo 1996


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