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La cifra

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L’amicizia silente della luna

[cito male Virgilio] ti accompagna

fin da quella smarrita ormai nel tempo

notte o crepuscolo quando i tuoi vaghi

occhi la decifrarono per sempre

in un giardino o cortile che son polvere.

Per sempre? Io so che un giorno qualcheduno

ti potrà dire veritieramente:

non tornerai a veder la chiara luna.

Hai consumato già l’inalterabile

somma di volte che ti dà il destino.

E’ vano aprire tutte le finestre

del mondo. E’ tardi. Non potrai trovarla.

Viviamo riscoprendo ed obliando

l’abitudine dolce della notte.

Devi guardarla bene. Può esser l’ultima.

 

Jorge Luis Borges

da “La cifra” in I Meridiani di Borges  tomo II

traduzione di Domenico Porzio

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…Ariosto mi insegnò che sull’incerta luna dimorano i sogni, l’inafferrabile, Il tempo che si perde, il possibile o l’impossibile, che è la stessa cosa. J.L.Borges*

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Canto XXXIV
…………………………………
75
Le lacrime e i sospiri degli amanti,
l’inutil tempo che si perde a giuoco,
e l’ozio lungo d’uomini ignoranti,
vani disegni che non han mai loco,
i vani desideri sono tanti,
che la più parte ingombran di quel loco:
ciò che in somma qua giù perdesti mai,
là su salendo ritrovar potrai.
………………………….

 

L’Orlando furioso.

Ludovico Ariosto

 

* I versi di Borges sono tratti da “La luna”

nella raccolta “Il creatore” 1960
trad.Livio Bacchi Wilcock


….sull’incerta luna dimorano i sogni, l’inafferrabile, Il tempo che si perde, il possibile o l’impossibile, che è la stessa cosa

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Racconta la storia che in quel passato
tempo in cui accaddero tante cose
reali, immaginarie e dubbie,
un uomo concepì lo smisurato

progetto di cifrare l’universo
in un libro e con impeto infinito
innalzò l’alto e arduo manoscritto
e limò e declamò l’ultimo verso.

Stava per ringraziare la fortuna
quando alzando gli occhi vide un lucido
disco nell’aria e capì, stupito,
di essersi dimenticato della luna.

La storia che ho narrato benché finta,
può ben raffigurare il maleficio
di noi che esercitiamo il mestiere
di trasformare in parole la nostra vita.

Si perde sempre l’essenziale
……………………….

Jorge Louis Borges
dalla raccolta “Il creatore” 1960
trad.Livio Bacchi Wilcock

Il componimento continua. Il poeta dice di non ricordare più se ha scoperto la luna nella realtà o nei libri “più che le lune delle notti, posso ricordare quelle del verso“. E così, rievoca la dragon moon di antiche ballate inglesi, quelle “sanguinanti” del poeta Francisco de Quevedo e dell’Apocalisse. Procede quindi con una serie di richiami letterari che risaltano per l’eleganza delle citazioni: dalla luna della mitologia greca e germanica alla suggestione degli specchi di Pitagora, che ” con il sangue scriveva su uno specchio e gli uomini leggevano il riflesso in quell’altro specchio che è la luna“; dalla poesia del Lunario sentimentale di Leopoldo Lugones alla lezione di Ariosto che “mi insegnò che sull’incerta luna dimorano i sogni, l’inafferrabile, Il tempo che si perde, il possibile e l’impossibile…. Dalla “luna celestiale di ogni giorno” allo splendore della falce d’oro di Hugo e la dark moon di Yeats.
Alla fine si ha l’impressione di essere di fronte ad un mosaico che, nella composizione dei suoi pezzi, ricostruisce una “storia universale” della luna.


Madrigale

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Qual rugiada o qual pianto
quai lagrime eran quelle
che sparger vidi dal notturno manto
e dal candido volto delle stelle?
E perché seminò la bianca luna
di cristalline stille un puro nembo
all’erba fresca in grembo?
Perché nell’aria bruna
s’udian, quasi dolendo, intorno intorno
gir l’aure insino al giorno?
Fur segni forse della tua partita
Vita della mia vita?

Torquato Tasso


Aspettando “Superluna”…..


Com’è difficile parlare della luna con discrezione!
E’ così scema la luna.
Dev’essere proprio il culo
quello che ci fa sempre vedere.

Samuel Beckett
Dublino, 13 aprile 1906 – Parigi, 22 dicembre 1989

Sabato 22 e domenica 23 giugno 2013 La superluna.


Oh poter essere anche noi la luna di qualcuno!

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Oh essere anche noi la luna di qualcuno!
Noi che guardiamo
essere guardati, luccicare
sembrare da lontano
la candida luna
che non siamo.

Vivian Lamarque
Tesero, 19 aprile 1946


E l’amarezza si scioglie…. in questa musica.


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