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…un pozzo d’acqua dove aggallano le certezze

 

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Questa stanza odora di passato:
il dialogo, l’enorme tronco dell’albero malato
dall’altro lato della finestra.
Un sogno arriverà al tramonto
(ah, vecchia collezionista di crepuscoli di seta)
e quando sarà qui lo aprirò al vento meridionale
che pressa i catenacci.
L’impronta lasciata dalla malinconia
può essere così feroce come lei stessa.
Un pozzo d’acqua dove aggallano le certezze
come olio sporco.

 

Paulina Vinderman, Buenos Aires 1944
da “L’epigrafista”
traduzione Alessio Brandolini


Momenti

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Che cosa fai?
Niente. Guardo
soltanto piovere
sulla piazza.
E si sedette
al suo fianco.
E si aggiunse,
in silenzio,
a quella celebrazione
della nostalgia,
a quel
rigoglio
di malinconia.

Karmelo C. Iribarren, San Sebastián 1959

 


Quattro domande alla mia malinconia

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Lo so. Ora andrai in guerra e calpesterai i fiori.
Mangerai le mele dure. Conterai i passi.
Ti ricorderai di tutta l’acqua che
scorre sotto il muschio. Sento una sirena. Un arco rosa
si disegna sulla montagna, mentre tornano le nostalgie,
le tue mani forti che stringevano la sua pelle liscia
sotto la camicia. I contadini faranno il vino calpestando
l’uva coi piedi, canteranno e festeggeranno.
Tu sei disteso con la testa sullo zaino e guardi
le tue gambe forti. L’acqua disegna i contorni. Sei disteso
sotto un melo, fra metri e metri di legna
tagliata, stivata per l’inverno. Dov’è il tuo coniglietto?
Cos’hai nello zaino? Perché mastichi i fili d’erba?
E perché sei triste? Il buio è già sceso nella tua
valle e adesso sbuffa l’ultimo treno per Bohinj.
Il tuo vicino friulano ti carica sul trattore
E ti porta sulle montagne. In cima potete riposarvi
E osservare il colore del cielo: il nero con il blu
che si sta spegnendo. Cambia ancora la pelle il tuo serpente
quando un fascio di luce ti illumina? Guardi ancora nel fitto del bosco?

Tomaž Šalamun, Zagabria 4 luglio 1941
dalla raccolta “Quattro domande alla malinconia”

Tomaž Šalamun, laureato in storia dell’arte, è una figura di spicco della poesia d’avanguardia slovena. E’ nato nel 1941 a Zagabria. Cresciuto a Capodistria, ha insegnato nelle maggiori università statunitensi e oggi vive in Slovenia. La sua poesia, tradotta in venti lingue diverse, è raccolta in 25 volumi pubblicati.
La sua è una poesia visionaria che richiama Rimbaud, Lautréamont, gli espressionisti tedeschi, i surrealisti francesi, i futuristi russi, una tradizione in cui la poesia è uno strumento per intravedere una realtà suprema, e tutta l’arte alla fine, è l’insieme dei frammenti di quella visione.


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