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…vicino a questo mare che continua

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Le ore passate a guardare
la perfezione dell’acqua del mare,
si scivola lungo l’infinità del sentiero
dei sogni e delle veglie
per giungere all’azzurro degli scogli
leggeri a corrodersi al vento animato dalla salsedine,
osservi le ombre tese degli alberi
giungere alla dissoluzione
del tempo serale con un raggio di sole
aranciato che grida vita vegetale
da trasformarsi per noi in liquida
armonia di pensieri che si riproducono
esatti e stampati da una mente con il materiale
degli anni attraversati come foreste dense di senso.
Il presagio di un pomeriggio passato
con l’acquario di pesci
corallini nella camera con le loro tinte
si fa naufragio in questo mistico mattino di lavoro,
si attendono le onde taglienti delle idee
nelle pareti della mente,
una nuova vita oltre la città e la campagna,
un respiro ad angolo con un frammento di tempo,
simile ad un residuo di mosaico parietale
su un rudere vicino
a questo mare che continua.

 

Raffaele Piazza , Napoli 1963

da “Del sognato”

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Domande di nonna mentre Asia guarda l’orizzonte…..

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Mi rimarrà il tempo
Per misurare il tonfo
Delle parole tronche
……….
Dire non ho più fretta
Ho un’ora per ricoprire con la carta
Il sussidiario della tua scuola
Per annodarti le stringhe delle tue scarpe
Ed evitarti ogni caduta
…….
Eppure ne avanzeremo, lo lasceremo
A chi è rimasto, così potrà rileggere
Ogni nostra parola guardando
Infine il suo orizzonte senza angoscia….

 

Luigi Paraboschi
Da”E ci indossiamo stropicciati”


Il mare è calmo stanotte

 

 

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Il mare è calmo stanotte

a largo di Dover Beach

gli uccelli al crepuscolo

gridano sillabe

di qualche parola decostruita

che non siamo ancora capaci

di decifrare

per spiegare l’esistenza.

E sollevano l’ultima luce

con le proprie ali

e volano via con essa

oltre l’orizzonte

mantenendo il segreto.

 

Lawrence Ferlinghetti,  New York 24 marzo 1919
da “Un luna park del cuore”

 


…dici, parlami del mare

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Amica mia, dici,

parlami del mare.

 

E ti racconto della mia infanzia

che mi insegnò a guardare

la terra come terra,

come cielo il mare.

 

La valle, la montagna,

erano la realtà.

Il mare l’incertezza

il sogno, l’inquietudine.

 

E io, tu lo sai bene,

sono rimasta con il mare.

 

Un giorno vicino al molo

un vecchio pescatore,

tra le mani da bambina

mi mise una conchiglia.

 

La portai all’orecchio, ne riconobbi il suono

e iniziò a diventarmi

fugace il cuore,

come fragile barca

che porta una canzone.

 

Attraverso le mie vene che partono

da un lontano Simbad,

me ne vado, strano cammino,

a cercare un altro mare

dove un giorno mi vedranno

navigando a caso,

la distanza negli occhi,

il viso contro il vento.

 

Ancora mi bacia le labbra

il sapore del sale.

 

Amica mia, dici,

parlami del mare.

 

Meira Delmar

 Barranquilla ( Colombia) 21 4 1922 – Barranquilla, 18 3 2009

Traduzione dallo spagnolo di Giulia Spagnesi

 

 

Da sempre il mare ha rappresentato l’ignoto e il desiderio di avventura. La terra, invece,  è la concretezza, è quel “principio di realtà” che ogni volta ci ricorda i limiti umani…ma anch’io credo di avere avuto sempre la vocazione a “rimanere col mare” anche se molto spesso mi sono fatta “male”

….La valle, la montagna, /erano la realtà. /Il mare l’incertezza /il sogno, l’inquietudine.

E io, tu lo sai bene,/sono rimasta con il mare….

 


Quando ho visto in lontananza il mare…….


Poi più avanti vedremo….

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Tra Cirella e Diamante, estate 2013 (foto di Raffaella)

Poi più avanti vedremo.
Pensa se non avessi fatto in tempo
anche quest’estate
a vedere di nuovo la luce sfolgorante
ad avvertire il tocco del sole sul mio corpo
a respirare gli odori freschi o guasti
a gustare sapori pepati e dolceamari
a sentire le cicale fino al profondo della notte
a comprendere i miei cari che amo
a non spazientirmi con chi mi sostiene
a pensare anche a chi ho voluto dimenticare
a trovare amici che vengono da lontano
a lasciar entrare anche altre vite nella mia
a nuotare nel mare caldo
a osservare corpi freschi nudi
a rievocare amori, a sognarne di nuovi
a percepire il cambiamento delle cose.[….]

Titos Patrikios (Atene 1928)


Per Asia il sole è più grande del mare. Perchè non è solo qui, nonna, è proprio dappertutto, anche a casa!

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