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……un vento propizio, uno a caso

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[….] custodiva dei silenzi e anche le cose che

non aveva detto per caso. Custodiva ora

anche questi per caso, bianchi messaggi tra le parole

che le avanzavano nei cassetti. E tuttavia avrebbe custodito

per sempre queste parole, o l’immagine di labbra nel

dirle – un volto ancora non triste che ricordava l’estate.

 

Avrebbe atteso questa estate, l’odore caldo delle fragole

sulla punta delle dita. E l’avrebbe soprattutto custodito,

come custodiva ora, senza mai averlo udito, il suono

delle spighe, nella pianura, al passare del vento.

 

Ma solo ora poteva attendere il passaggio del tempo

senza parole; o un vento propizio, uno a caso

che tutto giustificasse. E nel silenzio nel quale andava rifugiandosi

cercava solo un posto più sereno per le memorie.

 

 

Maria do Rosário Pedreira.  Lisbona  1959

da “La casa e l’odore dei libri”.

traduzione Mirella Abriani

 

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Il destino di una madre

Viaggio-della-Vita

 

 

…Dormono a volte nei nostri letti e li proteggiamo

dal dolore come  figli che non avremo mai

perché non ci rassegniamo a perderli.  E,  un giorno,  partono,  vanno.

 

Colpevoli, non arrivano a spiegare ciò che li trascina via. Scrivono

delle lettere dopo – una o due per alleggerirsi di questa spada.

E noi rimaniamo, eternamente, senza vergognarci, in attesa che ritornino.

 

 

Maria do Rosário Pedreira.  Lisbona  1959

da “La casa e l’odore dei libri”.

traduzione Mirella Abriani

—————————————

 

Aspetti i figli

quando ancora non sono nati,

li aspetti all’uscita della scuola,

al ritorno dal loro primo viaggio con gli amici.

Trepidi

nell’attesa di  una telefonata da chissà dove,

quando sono grandi abbastanza,

per  andare a scoprire com’è fatto il mondo.

 Aspetti ogni volta

di trovare  nelle parole che dicono,

in ciò che sono  e che fanno,  

quel sentimento della vita

che è passato insieme al tuo latte

e alla prima aria che hanno respirato

e che speri  

abbia insegnato loro 

come si fa ad amare…

Annamaria Sessa


…e nel silenzio cercava solo un posto più sereno per i ricordi.

 

 

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Lei non domandò questo silenzio. Ma anche nulla fece

per difendersi da esso o dominarlo. Quando entrò,

la casa tacque improvvisamente, le sue cose

avevano cambiato di posto, sparito, e non importava

che fosse stata lei stessa a nasconderle, il giorno prima,

nel baule delle lane che solo avrebbe riaperto in inverno.

Lei non volle conoscere questo silenzio. Seppe solo

che non sarebbe tornata a udire la sua voce

nello specchio della sua stanza – l’altra voce.

 

Si sedette per terra e aprì un piccolo libro dalla copertina blu.

In quella fine del giorno, solo proprio i libri potevano dire

qualcosa di più del silenzio – quell’altra voce.

 

Maria do Rosário Pedreira.  Lisbona  1959

da “La casa e l’odore dei libri”.

traduzione Mirella Abriani


Non dire per cosa vieni

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Non dire per cosa vieni. Lasciami
indovinare dalla polvere dei tuoi capelli
che vento ti ha mandato. È lontana la
tua casa? Ti do la mia: leggo nei

tuoi occhi la stanchezza del giorno che ti
ha vinto; e, sul tuo volto, le ombre
mi raccontano il resto del viaggio. Dai,

vieni a dar riposo ai tormenti del cammino
nelle curve del mio corpo – è una
meta senza dolore e senza memoria. Hai

sete? Avanza dal pomeriggio solo una
fetta d’arancia – mordila nella mia
bocca senza chiedere. No, non dirmi
chi sei né per che cosa vieni. Decido io.

Maria do Rosário Pedreira, nata a Lisbona nel 1959


Ho messo un abito scollato….

Lilya Corneli
Ho messo un abito scollato e non so se ritorni,
ma le parole sono pronte sulle labbra come
segreti imperfetti o germogli di acqua custoditi per
l’estate. E, se di notte le ripeto in sordina, nel silenzio
della stanza, prima di addormentarmi, è come se all’improvviso
gli uccelli fossero già arrivati a sud e tu ritornassi
in cerca di questi antichi messaggi lavati dal tempo:

Andiamo a casa? Il sole dorme sui tetti la domenica
e c’è un intenso odore di lino sparso sui letti.
Possiamo rivoltare i sogni al rovescio, dormire dentro il pomeriggio
e lasciare che il tempo si occupi dei gesti più piccoli.

Andiamo a casa. Ho lasciato un libro aperto a metà sul pavimento
della stanza, sono sole nella scatola le vecchie foto
del nonno, c’erano le tue mani strette con forza, quella
musica che eravamo soliti ascoltare d’inverno. E io voglio rivedere
le nuvole ritagliate nelle finestre rosse del crepuscolo;
e voglio andare di nuovo a casa. Come le altre volte.

E così mi preparo per il sonno, notte dopo notte, dipanando la lenta
matassa dei giorni per scontare l’attesa. E, quando la nidiata
allontanerà alla fine le ali della chiglia al suo primo volo,
di certo mi troverò ancora qui, ma potrò dire che, per lo
meno qualche volta, già inviai i messaggi, già dalla mia
bocca udii queste parole,
che tu ritorni o non ritorni.

Maria do Rosário Pedreira, nata a Lisbona nel 1959


Mai la vita…..

GEA-GAIA-MADRE-TERRA-DEA
Non aver paura dell’amore. Posa la tua mano
lentamente sul petto della terra e senti respirare
i nomi delle cose che lì stanno
crescendo: il lino e la genziana, la verzura odorosa
e le campanule blu; la menta profumata per
le bevande dell’estate e l’ordito delle radici di una
pianticella d’alloro che si organizza come un reticolo
di vene nella confusione di un corpo.
Mai la vita
è stata solo inverno
mai solo bruma e abbandono…….

Maria do Rosário Pedreira, nata a Lisbona nel 1959


oh, se tu potessi ritornare….

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oh, se tu potessi ritornare,
ti mostrerei le sette lune che si vedono
dalla finestra della mia stanza.
E i sette soli, se ci volessi
passare una notte ancora.
Niente di ciò ti rivelai prima,
che erano segreti miei
e io, i segreti, li custodisco
finché diventa troppo tardi per raccontarli.

oh, se tu potessi ritornare, ti porterei a vedere il giardino,
dietro casa, dove c’è un nespolo che è solo mio
e alla cui ombra potremmo leggere d’estate, se l’estate venisse
e tu volessi passarla solo con me; e anche il lucernario,
sul tetto, senza un vetro, da dove a
volte, cadono le stelle; e tanto piccole che si perdono negli occhi
di chi si pone così, a guardarle, senza sapere da dove vengono

dicono che sono gli angeli che le lanciano adagio per riscaldare
le notti. Forse ti mostrerei anche gli angeli se tu ritornassi.

Maria do Rosário Pedreira, nata a Lisbona nel 1959


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