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Luigi Maria Corsanico Nastasi recita al piano Mario Benedetti


Non ti arrendere, c’è ancora tempo
per arrivare e ricominciare
accettare le tue ombre
seppellire le tue paure
liberarti del fardello
riprendere il volo.
Non ti arrendere perché questo è la vita
continuare il viaggio
perseguire i sogni
sciogliere il tempo
togliere le macerie
e scoperchiare il cielo.
Non ti arrendere, per favore non cedere
malgrado il freddo bruci
malgrado la paura morda
malgrado il sole si nasconda
e taccia il vento
c’è ancora fuoco nella tua anima
c’è ancora vita nei tuoi sogni
Perché la vita è tua e tuo anche il desiderio
perché l’hai amato e perché ti amo
perché esiste il vino e l’amore, è certo
perché non vi sono ferite che non curi il tempo
Aprire le porte
togliere i catenacci
abbandonare le muraglie che ti protessero
vivere la vita e accettare la sfida
recuperare il sorriso
provare un canto
abbassare la guardia e stendere le mani
aprire le ali
e tentare di nuovo
celebrare la vita e riprendere i cieli
Non ti arrendere, per favore non cedere
malgrado il freddo bruci
malgrado la paura morda
malgrado il sole si nasconda e taccia il vento
c’è ancora fuoco nella tua anima
c’è ancora vita nei tuoi sogni
perché ogni giorno è un nuovo inizio
perché questa è l’ora e il momento migliore
perché non sei sola, perché ti amo

MARIO BENEDETTI

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Parole minori

in via d'estinzione

La parola s’inganna sulla carta
come s’inganna nei miraggi l’oasi
e più che libere folgorazioni
ci raccomanda un canto prigioniero

può essere senz’altro un artificio
talismano proposto dalle lingue
o l’allerta con un filo di voce
come punto di fuga o di chiusura

la parola interrompe / non vegeta
converte la memoria in un tatuaggio
come avvoltoio sorvola lo spazio
e s’infila in preghiere e bestemmie

come chiusa virtuale dei silenzi
o valletto della natura
o salvacondotto del malinteso
è un misto di tanti sì e no

se si scheggia o si spezza la parola
nessuno può riparare le sue sillabe
con la parola rimaniamo muti
dato che tutto ci resta da dire.

Mario Benedetti, Uruguay 14 9 1920, Uruguay 17 5 2009
da La vita una parentesi 1998


Sassolini alla finestra

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Di tanto in tanto la gioia
tira sassolini alla mia finestra
vuole avvisarmi che è lì che aspetta
ma io mi sento tranquillo
direi quasi in pace
conservo l’angoscia in un angolo nascosto
e poi mi stendo guardando il soffitto
che è una posizione sicura e confortevole
per filtrare cose nuove e crederci
chissà dove fermerò le mie prossime impronte
e quando la mia storia sarà conclusa
chissà quali consigli mi inventerò ancora
che scuse troverò per non seguirli.
E sia! non giocherò allo sfratto
non tatuerò il ricordo con l’oblio
resta ancora molto da dire e da tacere
e resta ancora molta uva da riempire la bocca
E sia! mi do per convinto
che la gioia non tiri più sassolini
aprirò la finestra
aprirò la finestra.

da “Cotidianas”
Mario Benedetti, Uruguay 14 settembre 1920, Uruguay 17 maggio 2009

Libera traduzione della mia amica preziosissima Danila Vigliar.


Domande

mario
Che cosa è l’amore e il sole delle undici
e il crepuscolo triste senza un valido motivo?
Forse queste domande sono le stesse
ogni volta che qualcuno arriva a sessant’anni?
Sappiamo già com’è senza risposte
ma come sarà il mondo senza domande?

Mario Benedetti
Uruguay 14 settembre 1920, Uruguay 17 maggio 2009


Ho una solitudine così affollata….

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Ho una solitudine
così affollata
così piena di nostalgie
e di volti di te
di congedi passati
o baci benvenuti
alla prima occasione
e in ultimo termine
ho una solitudine
così affollata
che posso organizzarla
come fosse un corteo
per colori
misure
e promesse
per epoche
per tatto
e per sapore …..
senza esitare
mi abbraccio alle tue assenze
che vengono e mi assistono
col mio volto di te
sono pieno di ombre
di notti e desideri
di molte risa e qualche
disappunto
i miei ospiti accorrono
giungono come sogni
con i loro rancori
l’assenza di purezza
io metto una scopa
dietro la porta
perché voglio stare solo
col mio volto di te
ma il volto di te
guarda da un’altra parte
con gli amorosi occhi
che non m’amano più
come viveri
che cercano la fame
guardano e guardano
e spengono il mio giorno
i muri se ne vanno
resta la notte
la nostalgia va via
non resta nulla
il mio volto di te
ormai chiude gli occhi
ed è una solitudine
tanto desolata.

Mario Benedetti
Paso de los Toros, 14 9 1920 – Montevideo, 17 5 2009


Si può stare male per un profumo ancora tutto da spiegare.

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Giorno di festa

Vanno sulle strade minuziosamente,
vanno pensierosi per qualcosa che non è più,
vanno ridendo in un modo dimenticato, come loro solo sapevano.
Hanno fame di un cielo che non deve piovere, segnare le scarpe,
scappare in mezzo agli occhi senza smettere.
La voce per raccontare un bel sole
quando hanno paura di non poter vedere
come si veniva a cercarsi così lontano, come si sentiva la strada a piedi,
i sassi cos’erano. È una luce di posti dove sono stato.
Ci possono essere dei fiori, donne che si vanno a trovare,
su antiche strade le ortensie dei loro cortili con le quali si confondono.
Si può stare male per un profumo ancora tutto da spiegare.

Mario Benedetti
Paso de los Toros, 14 settembre 1920 – Montevideo, 17 maggio 2009


Peccato…

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Peccato che non sei con me
quando guardo l’orologio e son le quattro
compilo il modulo e penso dieci minuti
e stiro le gambe come ogni sera
e muovo le spalle per rilassare la schiena
e mi stringo le mani per far parlare le dita
Peccato che non sei con me
quando guardo l’orologio e son le cinque
e sono una macchina calcolatrice
oppure due mani saltellanti sopra i tasti
o un orecchio che ascolta il telefono latrare
o uno che fa i conti per far cantare i numeri
Peccato che non sei con me
quando guardo l’orologio e son le sei
Potresti avvicinarti innosservata
e dirmi “Come va?” e poi restar
segnati io con il rossetto
tu col blu della mia cartacarbone

MARIO BENEDETTI
Paso de los Toros, 14.9. 1920. – Montevideo, 17.5. 2009.


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