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La casa del poeta

 

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Ogni giorno passo sotto  la casa

dove il poeta è morto,

e immagino la sua ombra sul balcone  che ascolta

nascere la primavera.

……………………………………….

Su questo stesso balcone, quante notti

guardando le stelle,

si sentì una fragile canna e pensò alla morte,

con l’animo colmo d’ angoscia.

……………………………………………

Questa notte in sogno mi sono fermato

 davanti alla porta della sua casa

e ho sentito il volo del suo spirito

che aleggiava  immortale.

 

Miguel de Unamuno y Jugo
poeta, filosofo, scrittore, drammaturgo e politico spagnolo di origini basche
Bilbao, 29 settembre 1864 – Salamanca, 31 dicembre 1936

traduzione  mia

 

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La horation del ateo

 

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Ascolta il mio pregare Tu, Dio che non esisti
raccogli nel tuo nulla queste mie doglianze.
Tu che ai poveri uomini nulla consenti
senza consolazione di inganno. Non resisti
alla nostra supplica e di nostra brama ti adorni.
Quando più dalla mia mente ti allontani
più ricordo i placidi racconti
con cui mi addolcì le tristi notti l’amor mio.
Quanto sei grande mio Dio! Sei tanto grande
che non sei neppure Idea, e molto angusta
è la realtà per quanto a contenerti
la si espanda. Io soffro nel tuo costato
Dio inesistente, poiché se Tu esistessi
davvero esisterei pur io.

 

Miguel de Unamuno y Jugo
poeta, filosofo, scrittore, drammaturgo e politico spagnolo di origini basche
Bilbao, 29 settembre 1864 – Salamanca, 31 dicembre 1936

 

Questa preghiera contiene in sé il paradosso di un dio che è accusato per ciò che soffre l’uomo, nonostante lo stesso uomo dubiti della sua esistenza.
Nell’animo del poeta, un tumulto interiore senza tregua e senza pace, tra il dio morto della ragione e il dio vivo del cuore. Da un lato l’essere umano lo accusa di ciò che liberamente fa con il suo libero arbitrio, dall’altro lo invoca quando la razionalità non risponde ai suoi bisogni.
Nel Quaderno XXIII Unamano scriveva:
“…la fronte sulla polvere della strada
accanto al vasto mare,
un pellegrino morendo di sete
piangeva e sempre più forte piangeva
“Dimmi! È me che vuoi? chiedeva a
Dio, “ti prego! tuo è il mio cuore “
Dio taceva e il mare con
ritmo monotono continuava il suo canto”


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