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…me ne volavo sopra tutte le schiocchezze del mondo

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…………………………..
Dove sei tempo passato
quando ero ubriaco senza vino
e dalla buia casa dello studente
facendo un inchino alla guardia
mi allontanavo, come Apollo, inseguito
dalle muse della facoltà di chimica.

Fermavo un taxi. Portami
dove ti pare, corri, vai.
Abbracciando con una mano Ira,
per esempio, e con l’altra,
poniamo, Olja, me ne volavo
sopra tutte le schiocchezze del mondo.

Boris Ryzhy, Chelyabynsk 1974 – Ekaterinburg 2001

…me ne volavo sopra tutte le schiocchezze del mondo.
A volte un solo verso può descrivere con tanta precisione un’esperienza umana, uno stato dell’animo, ci mette in maniera così immediata in contatto con le cose e con quello che sentiamo, che si ringrazia la Poesia per la sua essenzialità: essa ci permettere di non perderci nella generalità dei concetti e nelle astrazioni di tante, troppe parole.

 

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Nell’isola dove sei

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Nell’isola dove sei

piccolina mia

il mare ha un colore che non troverai  tra i tuoi pennarelli!

Tu lo disegnerai lo stesso

cercando di contenere la sua ampiezza.

Una volta

a chi ti rimproverava

di aver colorato di blu anche il tavolo buono

dicesti “beh, mi è scappato il mare dal foglio!”

Non ti stupirai se in pieno inverno

il sole ti brucia la pelle

non sai ancora che tra un qui e là

possono esserci migliaia e migliaia di chilometri

(lo spazio ed il tempo lo misuri ancora così:

dormo mi sveglio e sono qui, dormo mi sveglio e sono là).

Il sole dunque lo colorerai

di un giallo intenso

e sarà grande quasi quanto il cielo.

In un angolo scriverai il tuo nome

quattro lettere in stampatello non allineate.

Compiaciuta

terrai poi per un po’

il tuo disegno tra le mani e alla fine

metterai tutto nello zainetto

il foglio i colori il mare il sole il mondo.

E tornerai a giocare.


Iraida (Annamaria)


Il mondo salvato

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segno sulla mappa dove siamo stati

non siamo stati quasi in nessun luogo

guarda quanto mondo non morirà con noi

e sai una cosa?

risparmieremo sempre più posto

facciamo domenica

il piano di risparmio

qui non saremo più

e ancora là più vicino

là più lontano

guarda quanto mondo

ci sopravviverà.

Jarosław Mikołajewski, Varsavia 1960
traduzione di Paolo Statuti


“Caminante, no hay camino se hace camino al andar……” Antonio Machado

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“Dovremmo tutti preparaci un posto dove accogliere il dolore che, prima o poi, colpisce le nostre vite. Ma questa è una precauzione che pochi mettono in pratica…. Lei conosce Machado? Caminante no hay camino se hace camino….Machado era un maestro di scuola e sposò una giovane bellissima ragazza. L’amava moltissimo ma lei morì e allora lui diventò un grande poeta. Machado avrebbe dato ogni parola, ogni poesia, ogni verso che aveva scritto, per avere anche solo un’altra ora con la donna che amava. Ma quando entra in gioco il dolore, le normali leggi dello scambio non si applicano, perchè il dolore trascende il valore. Un uomo darebbe via intere nazioni per togliersi il dolore dal cuore e, tuttavia, non possiamo comprare niente col dolore, perchè il dolore non ha alcun valore….”

dal film ” The counselor” di Ridley Scott 2013


Una bussola

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Tutte le cose sono parole della lingua
in cui Qualcuno o Qualcosa, notte e giorno
scrive quell’infinito guazzabuglio
che è la storia del mondo. Nel suo vortice

passano Cartagine e Roma, io tu lui
la mia vita che non capisco, quest’agonia
di essere enigma, caso. Criptografia
e tutta la discordia di Babele.

Dietro al nome c’è quel che non si nomina;
oggi ho sentito gravitare la sua ombra
su questo ago azzurro, lucido e lieve,

che verso il confine di un mare tende il suo zelo,
con qualcosa di un orologio visto in sogno
e qualcosa di un uccello addormentato che si muove.

Jorge Luis Borges
Buenos Aires, 24 agosto 1899 – Ginevra, 14 giugno 1986


Alla più bella

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COMUNQUE SIA QUESTO MONDO E’ PER TE

Comunque sia, questo mondo è per te.
Mi sono domandato molte volte
a che serviva, e non serviva a niente,
ma adesso grazie a te ritorna utile.
Fa il conto della merce abbandonata
da Dio e prendila, l’hanno fatta per te
millenni di uomini che non ti conoscevano
ma che cercavano di prefigurare
in templi e tombe di roccia e biblioteche
uno stupore come quello che effondi
quando sorridi e fai fermare il tempo
e tutti ammutoliscono rapiti
e ti alzi e dici, «io me ne vado a letto».
Dormi, al risveglio sarà lì il tuo retaggio:
una città che fu famosa assai,
un fiume sporco cantato dai poeti,
il cinema dove hanno ucciso Giulio Cesare;
e intorno valli, montagne, mari, oceani,
e capitali, e continenti e selve,
e piramidi, e versi, e adoratori
della tua forma esterna o quella interna
e in alto il cielo e il sole e le stelle e la luna
e sulla terra le bestie ubbidienti
a te che infine vieni a giustificare
la loro straordinaria varietà.
È tutto tuo e non finisce mai.

Juan Rodolfo Wilcock
Buenos Aires 17 4 1919 – Lubriano 16 3 1978


Ma se volti pagina………ogni cosa è “merce”

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questo è Il gatto con gli stivali, questa è la pace di Barcellona
fra Carlo V e Clemente VII, è la locomotiva, è il pesco
fiorito, è il cavalluccio marino:
ma se volti pagina, Alessandro,
ci vedi il denaro:

questi sono i satelliti di Giove, questa è l’autostrada
del Sole, è la lavagna quadrettata, è il primo volume dei Poetae
Latini Aevi Carolini, sono le scarpe, sono le bugie, è la scuola di Atene, è il burro,
è una cartolina che mi è arrivata oggi dalla Finlandia, è il muscolo massetere,è il parto:
ma se volti foglio, Alessandro, ci vedi
il denaro:

e questo è il denaro,
e questi sono i generali con le loro mitragliatrici, e sono i cimiteri
con le loro tombe, e sono le casse di risparmio
con le loro cassette di sicurezza,
e sono i libri di storia con le loro storie:
ma se volti il foglio, Alessandro, non ci vedi niente.

 

da: Purgatorio de l’Inferno

 

Edoardo Sanguineti
Genova, 9 dicembre 1930 – Genova, 18 maggio 2010


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