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La seconda odissea di Ulisse

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La notte si scioglie i capelli azzurri e sgancia piano

il pettine di madreperla della sua mezza luna.

Agnelli bianchi ruzzano in mare e salano le stelle,

il gallo nero si sveglia, ha visto in sogno il sole;

è notte fonda, ma nel silenzio si leverà a cantare:

è posato su un gran pino frondoso, nel cortile del re,

ma ora ha spiegato le ali e salta giù dai rami.

Menelao ha pagato caro il sonno: all’alba

ha gli occhi ancora aperti e con timore e gioia

la mente avverte il fiato leonino del compagno.

Ma mentre il gallo nero apre le sue ali pesanti

ai  dolci albori, in un attimo  il re riprende sonno;

e, come quando ti stendi sotto un albero fiorito

e un forte vento ti riempie di petali il grembo,

così, densi e muti, sul petto del re cadono i sogni […..]

 

Nikos Kazantzakis (Iraklion, 1883 – Friburgo, 1957)

da Odissea libro IV (Il secondo rapimento di Elena)

traduzione di Nicola Crocetti

 

Questo, come altri frammenti che ho riportato nel mio blog quiqui , sono parte del poema “Odissea” del greco Nikos Kazantzakis (Iraklion, 1883 – Friburgo, 1957), un poema di 33.333 versi che racconta le vicende di Ulisse dopo il suo ritorno ad Itaca. Molti lo ricorderanno più per Zorba il greco e L’ultima tentazione. Ad ogni modo la sua “Odissea” fu pubblicata ad Atene nel 1938 ed è una rarità anche per il lavoro sul linguaggio che Kazantzakis ha fatto. Fu scritta infatti in lingua demotica (popolare) contro quella dotta per renderne più agevole la lettura anche da  chi era meno istruito. Ma questo gli attirò molte critiche. In realtà il suo fu un lavoro di ricerca lessicale pregevole. Frequentò  per anni  villaggi di pastori, contadini,  pescatori e molte  isole dell’Egeo, appuntando su un taccuino  parole bellissime usate per secoli ma ormai in via di estinzione e che inserì ampiamente nella sua colossale opera. Anche per questo motivo coloro che si sono imbarcati nella traduzione dell’opera hanno incontrato non poche difficoltà. Esistono   traduzioni in inglese, tedesco, francese e svedese. Nicola Crocetti, grecista, traduttore, giornalista ed editore, ha messo in cantiere dal 2010 la traduzione dell’ opera di Kazantzakis  in italiano. Qualche tempo fa ha indicato il 2019 come l’anno in cui la sua opera di traduzione vedrà la luce. Il frammento che pubblico è parte dell’episodio Il secondo rapimento di Elena. E’un’anticipazione uscita sulla “DOMENICA” del sole 24 ore di qualche mese fa. Fino ad ora quello che ho letto mi piace molto. A chi ne ha voglia, dei due frammenti indicati in alto,  consiglio la lettura del secondo  col titolo “La morte sogna la vita”. 


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