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Ninna nanna

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Dormi, figlia, affinché con te dormano 
tutte le pallottole vaganti nel mondo……. 
Dormi sull’altra sponda di queste parole 
con le quali ti cullo, meno pesanti della 
tua ombra, parole che ti insegnai solo a metà 
e che servono soltanto a farsi invisibili 
un po’ alla volta. Lontano da te chi semina 
denti di topo nel suolo umido. Che 
le zampe del tuo letto siano così alte che non 
lo sfiori il mare; che i cani non vengano 
a salmodiare vicino alla porta della tua stanza. 
Che lo spazio ti sia infedele, inesauribile. 
E che tutti i paradisi siano già perduti o 
da perdere. Ho messo nel tuo cuscino radici bianche, 
fili che scendono fino al penultimo respiro 
dell’infanzia. Dormi la tua stanchezza levigata: sulla 
tua fronte resta immobile la soffice pietra della tua risata. 
Presto verrò a svegliarti, quando il grano 
del futuro che resta sulla tua pelle sarà germogliato.

 

Adalber Salas Hernández, Caracas 1987

da “La scienza degli addii”

traduzione di Alessio Brandolini

 


Ninna nanna

Un padre e sua figlia nella “caravana migrante” diretti al confine USA dove, secondo Trump, l’accoglienza sarà a colpi di pistola.

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Dormi: ho ordinato a Sardi i tuoi giocattoli,

i tuoi vestiti a Babilonia. Dormi, sei la figlia

di Bilitis e di un re del sol levante.

I boschi attorno sono dei palazzi

costruiti per te: te li regalo.

I pini sono le colonne,

gli alti rami le volte.

Dormi: perché non ti svegli

venderò il sole al mare. Il tuo respiro

è lieve come una colomba.

Figlia mia, carne nella mia carne,

al tuo risveglio mi dirai cosa vuoi:

il piano o la città, la montagna, la luna.

Se vuoi, persino il corteo bianco degli dei.

 

 

Pierre Louys. Gand, 10 12 1870 – Parigi, 6  6 1925

da Le canzoni di Bilitis

Trad. di Eva Cantarella


“cosa può crescere senza pioggia? cosa può ardere per molti anni? cosa può bramare e piangere senza lacrime?”


E’ un vecchio canto popolare yiddish della Russia o della Polonia, parla d’amore, sembra quasi un indovinello ma a me ricorda quelle ninne nanna che da bambina mi cantava mia madre.


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