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All’osteria delle Tre Ruffiane

 

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All’osteria delle Tre Ruffiane

un tempo la gente

entrava col pesce bell’e fritto

sotto grandi tabarri.

Pendeva dal soffitto

un ragno che un uomo

scansava con la mano.

La buriana del vento urlava

dentro i bricchi di rame

ma la gente portava

voci allegre come monete,

si parlava di un prete e di puttane.

Dolce era l’alba

e bianca come il latte

all’osteria delle Tre Ruffiane.

 

Nino Pedretti

Sant’Arcangelo di Romagna 1923, Rimini 1981

da “Gli uomini sono strade”

 


Nella scatola dei ditali di mia madre

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Nella scatola dei ditali
ci stanno le ruotine dei bottoni
che si attaccano ai cappotti,
ci sta il filo bianco
che si impiglia nelle mani di mia madre
che hanno pazienza.

Nella scatola dei ditali
ci sono gli aghi del tempo
che forano tutte le sere.

 

Nino Pedretti

S. Arcangelo di Romagna 1923 – Rimini 1981

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Una vecchia scatola di latta per biscotti, tonda e blu. Quando mia madre se ne andò, la portai con me a casa mia.  Mi sembrò una delle cose più preziose che avesse posseduto, più preziosa del filo di perle che papà le aveva regalato il giorno delle nozze. In quella scatola c’erano  i rocchetti di cotone, le fettucce colorate, i ditali, gli spilli, la pazienza di mia madre, i suoi pensieri, il  veder largo attraverso la cruna dell’ ago, i  merletti ritagliati dei suoi sogni , i mille punti stretti intorno a dolenti cicatrici, per non lasciar scappare mai la vita e la speranza che mi insegnò a non abbandonare mai.
Oh mamma, la tua scatola è ancora qui. Tu quando tornerai?
Annamaria Sessa

Al tempo che cadevano le albicocche….

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Al tempo che cadevano le albicocche
il mondo era tutto verde
e noi stavamo sotto una capanna
che era fatta di canne
e di strisce di cielo.
Al tempo che cadevano le albicocche
si sentivano dei tonfi
che mai mi son scappati dalla memoria
come se fosse il tempo
che bussa dentro il tempo.

Nino Pedretti

S. Arcangelo di Romagna 1923 – Rimini 1981


………ed era maggio

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Ricordo che mia madre
entrava nella mia stanza
ed era maggio
e i grilli cucivano la campagna
là lontano.
Nell’aria dolce
come dopo una febbre
stavamo in quel silenzio
che entrava dappertutto.

Nino Pedretti

S. Arcangelo di Romagna 1923 – Rimini 1981


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