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….come una costellazione

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………sorrido.

Ti provi il cerchietto nuovo che ti ho portato,

scintilla e questo ti fa impazzire

come tutte le cose che sbriluccicano,

i piccoli strass sulla  maglietta

l’iridiscenza luminosa dei tuoi pennarelli glitterati  

le mille e mille luci di Berlino che nel nostro ultimo viaggio

 abbiamo guardato di sera dall’aereo.  

Ancora non sai di quanta opacità

è ricoperto il mondo

ancora non puoi sapere che gli uomini

sanno accendere bagliori capaci di spegnere

la luce negli occhi di altri uomini come loro  

o spegnerlo del tutto questo mondo

e lasciarlo al buio

come quando all’improvviso va via la  luce ed hai paura.

Ma tu piccolina,   splendi

ti guardi col tuo cerchietto scintillante

indaghi la tua immagine allo specchio

muovi  gli  occhi

due guizzi smaniosi come la fretta di crescere che hai

e ti sorprendi di tutto lo splendore intorno a te.  

Ti sia sempre chiaro  il cammino  

che il cielo ha per te deciso  

piccolina mia

 e la strada  che percorrerai

 come una costellazione  

sia sempre illuminata dalle stelle più splendenti!  

 

Annamaria Sessa


Domande di nonna mentre Asia guarda l’orizzonte…..

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Mi rimarrà il tempo
Per misurare il tonfo
Delle parole tronche
……….
Dire non ho più fretta
Ho un’ora per ricoprire con la carta
Il sussidiario della tua scuola
Per annodarti le stringhe delle tue scarpe
Ed evitarti ogni caduta
…….
Eppure ne avanzeremo, lo lasceremo
A chi è rimasto, così potrà rileggere
Ogni nostra parola guardando
Infine il suo orizzonte senza angoscia….

 

Luigi Paraboschi
Da”E ci indossiamo stropicciati”


Nell’isola dove sei

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Nell’isola dove sei

piccolina mia

il mare ha un colore che non troverai  tra i tuoi pennarelli!

Tu lo disegnerai lo stesso

cercando di contenere la sua ampiezza.

Una volta

a chi ti rimproverava

di aver colorato di blu anche il tavolo buono

dicesti “beh, mi è scappato il mare dal foglio!”

Non ti stupirai se in pieno inverno

il sole ti brucia la pelle

non sai ancora che tra un qui e là

possono esserci migliaia e migliaia di chilometri

(lo spazio ed il tempo lo misuri ancora così:

dormo mi sveglio e sono qui, dormo mi sveglio e sono là).

Il sole dunque lo colorerai

di un giallo intenso

e sarà grande quasi quanto il cielo.

In un angolo scriverai il tuo nome

quattro lettere in stampatello non allineate.

Compiaciuta

terrai poi per un po’

il tuo disegno tra le mani e alla fine

metterai tutto nello zainetto

il foglio i colori il mare il sole il mondo.

E tornerai a giocare.


Iraida (Annamaria)


Un giorno così felice

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Vietri sul mare (stamattina)


La nebbia si alzò presto, lavoravo in giardino.
I colibrì si posavano sui fiori del quadrifoglio.
Non c’era cosa sulla terra che desiderassi avere.
Non conoscevo nessuno che valesse la pena d’invidiare.
Il male accadutomi, l’avevo dimenticato.
Non mi vergognavo al pensiero di essere stato chi sono.
Nessun dolore nel mio corpo.
Raddrizzandomi, vedevo il mare azzurro e le vele.

 

Czesław Miłosz, Lituania 30 6 1911 / Polonia 14 8 2004

 

 

Una gitarella tra vecchie amiche

una giornata di sole e di mare.

Le ceramiche appese lungo le strade

il blu intenso il giallo il verde

una fantasmagorìa  di colori

luci e figure

abbagliano e stordiscono i sensi.


Le guardo sedute

sulla panchina le mie amiche.

Ma perchè penso al tempo che è passato?

a quando eravamo giovani e belle

a quando cantavamo in macchina a squarciagola

e la vita non ci faceva paura

a quando ci tingevamo i capelli

e sui vestiti appuntavamo fiori e desideri.

Era quella la vita? quella vera?


“Quanti anni ha tua nipote?”

“Ne ha quattro, uno meno della tua”

“Ma lo sai che la mia studia danza?”

“Le ho comprato un cerchietto, sai, di quelli parigini”…………..

 

Annamaria Sessa


Ad Asia che danza nel vento

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Danza laggiù sulla riva.
Perché ti dovresti curare
del vento o del ruggito delle acque?
Libera i tuoi capelli
umidi di salsedine.
Sei troppo piccola per aver conosciuto
il trionfo dello sciocco o l’amore
perduto non appena conquistato
o la morte del miglior lavoratore
mentre tutti i covoni
sono rimasti ancora da legare.
Perché dunque dovresti temere
il mostruoso gridare del vento?

William Butler Yeats
Dublino, 13 giugno 1865 – Roquebrune, 28 gennaio 1939


Di una bambina

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“…vorrei vivere nella tua voce, nei tuoi gesti, nei tuoi occhi
anche quando mi avrai dimenticato”

Angelo Maria Ripellino
da “Notizie dal diluvio”


Cosa vuoi fare da grande?

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A mia nipote che ha quattro anni, spesso chiedo “cosa vuoi fare da grande?” e lei ogni volta, sempre più seccata, perché sa che io conosco la risposta, scandisce lentamente “la dottoressa e la ballerina”. L’ultima volta che gliel’ho chiesto, mi ha fissata con un’espressione dapprima indispettita, poi il suo sguardo è cambiato, d’un tratto è diventato tenero e…. indulgente. Mi ha sorriso e ha continuato a giocare. E’ stato un attimo, un attimo di silenzio in cui mi è sembrato di aver colto il significato nascosto del mio stare al mondo .
“…il difficile che diventa facile quando cominci ad amare”
Iraida

Non so quale felicità avremmo vissuto,
o quale guancia avremmo offerto all’offesa
se felicità c’è stata, se c’è stata offesa.
Così lo scrivo, ne faccio segno,
per capire come si spiega l’albero la potatura,
il papavero lo strappo
i bambini il tempo e lo spazio:
– dove va la notte quando è giorno?
– mezz’ora è tanto o poco?
O come si spiega il vuoto degli esseri
che ci stanno accanto come un’assenza
o il senso irsuto della vita,
il suo difficile che diventa facile
quando cominci ad amare.

Lucianna Argentino.

dalla raccolta inedita “L’ospite indocile”

la poesia è tratta da http://www.vicoacitillo.it/almanacco/argentino.html


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