Archivi tag: nonna

Nonna cerchietti e pupazzi all’uncinetto

asia

 

Volevo  per te

mettere in fila

parole tonde e levigate

spiegare

come un lenzuolo al vento

la dolcezza che dai al tempo mio 

sottolineare

come si fa nei libri         

il senso della tua vita nella mia.

Ma le parole, piccolina,

toccano  appena

il guscio delle cose,

non ne avremo

mai abbastanza

per dire fino in fondo

che cos’è una rosa.

Così ho imbastito

il mio amore per te

in  tanti  e tanti fili

perché prendesse forma

davanti agli occhi tuoi

e lo vedessi.

Tu pensa ad ogni intreccio

di un punto con un altro

come agli abbracci che

 fin qui ti ho dato.

A  trame  semplici o intricate

ho affidato

i nostri giochi

i viaggi insieme

le giornate al mare…

In   nodi  stretti,

perché non si perdesse,

ho nascosto

il calore della  mano tua

stretta nella mia.

Tra il pieno e il vuoto,

nelle maglie più profonde,

ho conservato

la tenerezza e

lo stupore

dei miei occhi

ogni volta

che mi sorridi o

che per me hai danzato.

Rilucenti geometrie di fili

hanno  intessuto le mie dita

perché chiara e luminosa

ho immaginato per te

la  strada  

che ti attende

per diventare

la donna meravigliosa

che sarai.

 

Ho contato

con pazienza

 i giri e i punti dell’ordito

che procede lento

come i giorni

come il tempo

che non è una linea retta, amore mio,

ma un labirinto

dove ogni  intreccio

è un pezzo di vita

che ci balla dentro.

Sappi

che l’amore è il filo

a cui dovrai tenerti. Sempre!

per non smarrire i passi

nel  cammino.

 

Nonna Annamaria

 

Pensieri messi (ahimé indegnamente) in versi per mia nipote mentre  realizzavo per lei pupazzi, cerchietti, segnalibri … all’uncinetto.

 

 

 

Annunci

…sono la donna che ti ascolta crescere

 

 

2016-06-13 10.47.17

 

Seduta
ai piedi di ogni giornata
ascolto il rumore di tutta questa luce.
Con le mani ti disegno il volo
di una coccinella e mi dico che
porterà fortuna.

Sopra la terra,
sono la donna che ti ascolta crescere,
sotto la terra,
vorrei essere quella che sentirai raccontare.

 

Elena Gerasi

Inedito da Qui

 

 

 


Tu sei…. tu sei… tu sei… tu sei….

20264661_1396484423739115_3950549912379321166_n

 

Tu sei un arcobaleno

tu sei un frutto

tu sei un fiore.

tu sei tutto.

Tu sei la vita

tu sei …

tu sei…

tu sei…

tu sei…

tu sei…

la nonna!!!!

 

Noa, 4 anni e mezzo.

 

Credo che  il linguaggio poetico  sia   una naturale  modalità espressiva dei bambini,  che si adatti bene al loro sentire e dia modo di trasformare in parole le loro emozioni. Il tutto  con una strategia che,  proprio quando si è tanto piccoli, riesce meravigliosamente: legare stati d’animo a simboli reali. Nel vocabolario di Noa, quattro anni e mezzo, non ci sono ancora parole  come stupore, dolcezza, incanto anche se queste sensazioni lei le percepisce,  è troppo piccola per astrazioni simili. E allora che fa? Crea delle vere e proprie metafore, la nonna non è “come” un arcobaleno, la nonna “ è”  l’arcobaleno, evocando così tutta la meraviglia e lo stupore che sente quando pensa a lei. Incoraggiare i bambini, anche molto piccoli a questo esercizio li aiuta a riconoscere le loro emozioni, perché possano esprimerle liberamente.  Una vera e propria “educazione sentimentale”

 

 


….come una costellazione

tumblr_lulumbcdk81qei7a7o1_500

 

………sorrido.

Ti provi il cerchietto nuovo che ti ho portato,

scintilla e questo ti fa impazzire

come tutte le cose che sbriluccicano,

i piccoli strass sulla  maglietta

l’iridiscenza luminosa dei tuoi pennarelli glitterati  

le mille e mille luci di Berlino che nel nostro ultimo viaggio

 abbiamo guardato di sera dall’aereo.  

Ancora non sai di quanta opacità

è ricoperto il mondo

ancora non puoi sapere che gli uomini

sanno accendere bagliori capaci di spegnere

la luce negli occhi di altri uomini come loro  

o spegnerlo del tutto questo mondo

e lasciarlo al buio

come quando all’improvviso va via la  luce ed hai paura.

Ma tu piccolina,   splendi

ti guardi col tuo cerchietto scintillante

indaghi la tua immagine allo specchio

muovi  gli  occhi

due guizzi smaniosi come la fretta di crescere che hai

e ti sorprendi di tutto lo splendore intorno a te.  

Ti sia sempre chiaro  il cammino  

che il cielo ha per te deciso  

piccolina mia

 e la strada  che percorrerai

 come una costellazione  

sia sempre illuminata dalle stelle più splendenti!  

 

Annamaria Sessa


Domande di nonna mentre Asia guarda l’orizzonte…..

2016-07-30 09.45.36.jpg

 

 

Mi rimarrà il tempo
Per misurare il tonfo
Delle parole tronche
……….
Dire non ho più fretta
Ho un’ora per ricoprire con la carta
Il sussidiario della tua scuola
Per annodarti le stringhe delle tue scarpe
Ed evitarti ogni caduta
…….
Eppure ne avanzeremo, lo lasceremo
A chi è rimasto, così potrà rileggere
Ogni nostra parola guardando
Infine il suo orizzonte senza angoscia….

 

Luigi Paraboschi
Da”E ci indossiamo stropicciati”


Nell’isola dove sei

Bayaibe 2015 536

Nell’isola dove sei

piccolina mia

il mare ha un colore che non troverai  tra i tuoi pennarelli!

Tu lo disegnerai lo stesso

cercando di contenere la sua ampiezza.

Una volta

a chi ti rimproverava

di aver colorato di blu anche il tavolo buono

dicesti “beh, mi è scappato il mare dal foglio!”

Non ti stupirai se in pieno inverno

il sole ti brucia la pelle

non sai ancora che tra un qui e là

possono esserci migliaia e migliaia di chilometri

(lo spazio ed il tempo lo misuri ancora così:

dormo mi sveglio e sono qui, dormo mi sveglio e sono là).

Il sole dunque lo colorerai

di un giallo intenso

e sarà grande quasi quanto il cielo.

In un angolo scriverai il tuo nome

quattro lettere in stampatello non allineate.

Compiaciuta

terrai poi per un po’

il tuo disegno tra le mani e alla fine

metterai tutto nello zainetto

il foglio i colori il mare il sole il mondo.

E tornerai a giocare.


Iraida (Annamaria)


Un giorno così felice

2015-02-26 11.07.59

Vietri sul mare (stamattina)


La nebbia si alzò presto, lavoravo in giardino.
I colibrì si posavano sui fiori del quadrifoglio.
Non c’era cosa sulla terra che desiderassi avere.
Non conoscevo nessuno che valesse la pena d’invidiare.
Il male accadutomi, l’avevo dimenticato.
Non mi vergognavo al pensiero di essere stato chi sono.
Nessun dolore nel mio corpo.
Raddrizzandomi, vedevo il mare azzurro e le vele.

 

Czesław Miłosz, Lituania 30 6 1911 / Polonia 14 8 2004

 

 

Una gitarella tra vecchie amiche

una giornata di sole e di mare.

Le ceramiche appese lungo le strade

il blu intenso il giallo il verde

una fantasmagorìa  di colori

luci e figure

abbagliano e stordiscono i sensi.


Le guardo sedute

sulla panchina le mie amiche.

Ma perchè penso al tempo che è passato?

a quando eravamo giovani e belle

a quando cantavamo in macchina a squarciagola

e la vita non ci faceva paura

a quando ci tingevamo i capelli

e sui vestiti appuntavamo fiori e desideri.

Era quella la vita? quella vera?


“Quanti anni ha tua nipote?”

“Ne ha quattro, uno meno della tua”

“Ma lo sai che la mia studia danza?”

“Le ho comprato un cerchietto, sai, di quelli parigini”…………..

 

Annamaria Sessa


Ad Asia che danza nel vento

2014-10-03 15.32.13
Danza laggiù sulla riva.
Perché ti dovresti curare
del vento o del ruggito delle acque?
Libera i tuoi capelli
umidi di salsedine.
Sei troppo piccola per aver conosciuto
il trionfo dello sciocco o l’amore
perduto non appena conquistato
o la morte del miglior lavoratore
mentre tutti i covoni
sono rimasti ancora da legare.
Perché dunque dovresti temere
il mostruoso gridare del vento?

William Butler Yeats
Dublino, 13 giugno 1865 – Roquebrune, 28 gennaio 1939


Di una bambina

img047[1]

“…vorrei vivere nella tua voce, nei tuoi gesti, nei tuoi occhi
anche quando mi avrai dimenticato”

Angelo Maria Ripellino
da “Notizie dal diluvio”


Cosa vuoi fare da grande?

landau-ergy-savoir-s-habiller-c-1950
A mia nipote che ha quattro anni, spesso chiedo “cosa vuoi fare da grande?” e lei ogni volta, sempre più seccata, perché sa che io conosco la risposta, scandisce lentamente “la dottoressa e la ballerina”. L’ultima volta che gliel’ho chiesto, mi ha fissata con un’espressione dapprima indispettita, poi il suo sguardo è cambiato, d’un tratto è diventato tenero e…. indulgente. Mi ha sorriso e ha continuato a giocare. E’ stato un attimo, un attimo di silenzio in cui mi è sembrato di aver colto il significato nascosto del mio stare al mondo .
“…il difficile che diventa facile quando cominci ad amare”
Iraida

Non so quale felicità avremmo vissuto,
o quale guancia avremmo offerto all’offesa
se felicità c’è stata, se c’è stata offesa.
Così lo scrivo, ne faccio segno,
per capire come si spiega l’albero la potatura,
il papavero lo strappo
i bambini il tempo e lo spazio:
– dove va la notte quando è giorno?
– mezz’ora è tanto o poco?
O come si spiega il vuoto degli esseri
che ci stanno accanto come un’assenza
o il senso irsuto della vita,
il suo difficile che diventa facile
quando cominci ad amare.

Lucianna Argentino.
dalla raccolta inedita “L’ospite indocile”

la poesia è tratta da http://www.vicoacitillo.it/almanacco/argentino.html


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: