Archivi tag: nonna

Cosa vuoi fare da grande?

landau-ergy-savoir-s-habiller-c-1950
A mia nipote che ha quattro anni, spesso chiedo “cosa vuoi fare da grande?” e lei ogni volta, sempre più seccata, perché sa che io conosco la risposta, scandisce lentamente “la dottoressa e la ballerina”. L’ultima volta che gliel’ho chiesto, mi ha fissata con un’espressione dapprima indispettita, poi il suo sguardo è cambiato, d’un tratto è diventato tenero e…. indulgente. Mi ha sorriso e ha continuato a giocare. E’ stato un attimo, un attimo di silenzio in cui mi è sembrato di aver colto il significato nascosto del mio stare al mondo .
“…il difficile che diventa facile quando cominci ad amare”
Iraida

Non so quale felicità avremmo vissuto,
o quale guancia avremmo offerto all’offesa
se felicità c’è stata, se c’è stata offesa.
Così lo scrivo, ne faccio segno,
per capire come si spiega l’albero la potatura,
il papavero lo strappo
i bambini il tempo e lo spazio:
– dove va la notte quando è giorno?
– mezz’ora è tanto o poco?
O come si spiega il vuoto degli esseri
che ci stanno accanto come un’assenza
o il senso irsuto della vita,
il suo difficile che diventa facile
quando cominci ad amare.

Lucianna Argentino.
dalla raccolta inedita “L’ospite indocile”

la poesia è tratta da http://www.vicoacitillo.it/almanacco/argentino.html


Per Asia il sole è più grande del mare. Perchè non è solo qui, nonna, è proprio dappertutto, anche a casa!

2013-07-19 14.49.23


Libera rappresentazione della favola di Cappuccetto rosso. Asia (mia nipote) anni 4.

2013-07-19 14.51.01


A una bambina che danza nel vento

tumblr_maj5jyeq1w1r6gjloo1_400

 

E’ rosa il tutù della mia nipotina, rosa.

Come le sue scarpette e

come il mondo che le gira intorno.

Tutta la musica oggi

è accordata al ritmo del suo cuore.

 

Annamaria Sessa

 

 


Vorrei….

PETITE MARILYN, PARIS, 1980
Vorrei che tu fossi felice, cipollina, vorrei
che tu non conoscessi il cane nero della sventura,
quando sarai uscito dal blu dell’infanzia.
Vorrei che tu non debba portare bazooka,
che non debba tremare nel folto di un bombardamento
che tu non debba pagare per le mie colpe
né vergognarti di me, del mio cicaleccio
e dei miei vani versi e della mia professura.
Vorrei che tu non fossi mai gramo o malato
o maldestro come Scardanelli,
vorrei vivere nella tua voce, nei tuoi gesti, nei tuoi occhi
anche quando mi avrai dimenticato.

da “Notizie dal diluvio”
Angelo Maria Ripellino
(Palermo, 4 dicembre 1923 – Roma, 21 aprile 1978)


Asia …quando sorridi e fai fermare il tempo…

Foto     “Piccola Marilyn” di E.Boubat

 

COMUNQUE SIA QUESTO MONDO E’ PER TE

Comunque sia, questo mondo è per te.
Mi sono domandato molte volte
a che serviva, e non serviva a niente,
ma adesso grazie a te ritorna utile.
Fa il conto della merce abbandonata
da Dio e prendila, l’hanno fatta per te
millenni di uomini che non ti conoscevano
ma che cercavano di prefigurare
in templi e tombe di roccia e biblioteche
uno stupore come quello che effondi
quando sorridi e fai fermare il tempo
e tutti ammutoliscono rapiti
e ti alzi e dici, «io me ne vado a letto».
Dormi, al risveglio sarà lì il tuo retaggio:
una città che fu famosa assai,
un fiume sporco cantato dai poeti,
il cinema dove hanno ucciso Giulio Cesare;
e intorno valli, montagne, mari, oceani,
e capitali, e continenti e selve,
e piramidi, e versi, e adoratori
della tua forma esterna o quella interna
e in alto il cielo e il sole e le stelle e la luna
e sulla terra le bestie ubbidienti
a te che infine vieni a giustificare
la loro straordinaria varietà.
È tutto tuo e non finisce mai.

Juan Rodolfo Wilcock(Buenos Aires, 17 aprile 1919 – Lubriano, 16 marzo 1978)


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: