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Gli occhi di Margherita

 

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Nei tuoi occhi ho trovato i libri che non ho scritto:
pianure, città, boschi, orizzonti, canali.
Le montagne imperiali della terra ho trovato,
coi tramonti e le nuvole purpuree. I grandi viaggi
che non ho fatto li ho trovati nei tuoi occhi.
Nei tuoi occhi ho trovato gli amici sorridenti
che mi rubò la terra, l’erba, la neve, il buio.
Le frasi che mi direbbero, le ho trovate nei tuoi occhi.
Le croci non confitte in terra a battaglia finita,
lunghe file di anonime croci, da ogni parte,
croci di tutti i popoli, le ho trovate nei tuoi occhi.
Nei tuoi occhi ho trovato la fine della guerra.
Sole e uccelli sui rami! Il mio mondo infantile
coi suoi disegni d’oro l’ho trovato nei tuoi occhi.
Ho trovato le tristi colline della patria
che si ergevano mute quasi udissero la mia voce.
Arrivo! Al mio urlo «Arrivo», il fremito leggero
degli umili corbezzoli, l’ho trovato nei tuoi occhi.
Nei tuoi occhi ho trovato le notti che scorrevano immensi fiumi di
silenzio, come al tempo dei miei sei anni.
La luce astrale della pena l’ho trovata nei tuoi occhi.
Nei tuoi occhi ho trovato la gente che mi ricordava
e ilmondo dell’infanzia che mi chiamava a nome.
La tenda della giustizia, la bontà che faceva cenno
ai monti di accostarsi, l’ho trovata nei tuoi occhi.
Ho trovato l’eternità del sole rinnovata.
L’erba, le stelle, l’alba. Mia madre vestita di bianco
come la Pace, l’ho trovata nei tuoi occhi.
Fosse tutto più semplice quaggiù, come il «buongiorno»
e la «buonanotte», o la luce all’ alba sopra i vetri,
fosse tutto più semplice quaggiù, noi in questo mondo
avremmo una casa infinita. Saremmo angeli.
un mio lamento eterno l’ho trovato nei tuoi occhi.

 

Nikiforos Vrettakos. Sparta 1911 – Atene 1991
da “Il libro di Margherita” 1949


Accecami il mondo.

Accecami il mondo   di Annamaria Bianco

Vieni qui, avanti:

scioglimi i capelli,
intrecciami le ciglia;
accecami il mondo.
 
Fammi ricordare che ho una pelle,
riscoprire di cosa sono capaci le mani:
fammi reinventare le dita.
 
Guidami lungo i tuoi nei
e io li unirò nel buio
in cerca di costellazioni
alle quali dare un nome.
 
Fammi dimenticare a cosa mai
possa servire la vista,
o quale differenza passi mai
tra i respiri ed i sospiri.
 
Addormentami.
E risvegliami.

dal sito http://www.vicoacitillo.it/


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