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Poi ancora la luna scese nei cortili.  Era tutto meglio? Non lo so. Era diverso.

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[….] La nostalgia è l’appuntamento azzurro con il passato 
e una forma di sogno. 
Quel flusso nascosto e silenzioso 
che si oppone all’oblio con discrezione. 
È la triste domenica del ricordo 
e il soave desiderio* di quello che  un giorno limpido 
era commovente, accattivante 
di quello che era profondo e bello 
tra tante cose …

Non è solo il passato, 
ha intenzione per il futuro. 
Indovina, aspetta 
quello che domani non rovinerà la vita.

 

 
Raúl González Tuñón

Buenos Aires 29 3 1905 – Buenos Aires 14 8 1974

da “Poesie per il leggìo di una pianola”  1965

traduzione mia

 

*nella versione originale la parola “desiderio” è  saudade, termine di difficile traduzione.  Indica un sentimento struggente per qualcosa o qualcuno che non c’è più, che si è irrimediabilmente perduto. È un legame con il passato che, tuttavia,  si proietta nel presente e nel futuro. Una nostalgia di essere felici ancora o la speranza di esserlo. 

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Amo tutto ciò che è stato

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Amo tutto ciò che è stato

tutto quello che non è più

il dolore che ormai non mi duole

l’ antica ed erronea fede

l’ieri che ha lasciato dolore

quello che ha lasciato l’allegria

solo perchè è stato ed è volato

e oggi è già un altro giorno.

 

Fernando Pessoa,  Lisbona 13 6 1888 – Lisbona 30 11 1935

da “Una sola moltitudine” a cura di Antonio Tabucchi

traduzione di Maria José de Lancastre


Limiti

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Tante volte ripenso

alla mia cinghia di scuola

grigia, imbrattata,

che tutta me coi miei libri serrava

in un unico nodo

sicuro.

Non c’era allora

questo trascendere ansante

questo sconfinamento senza traccia

questo perdersi

che non è ancora morire.

Tante volte piango, pensando

alla mia cinghia di scuola.

 

Antonia Pozzi, Milano 13 2  1912 – Milano 3 12 1938

da “Parole”


Ciascuno porta il proprio tempo tra le ciglia

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Ciascuno 

porta un ricordo palpabile,

un sasso, una libellula disseccata,

un pezzo di legno di una nave

naufragata da tempo.

Ciascuno

porta il proprio tempo

tra le ciglia,

un dolore accumulato

tra le cornici dell’esistenza.

 

 

Carmen Yanez,  Santiago del Cile 1952

da “Latitudine dei sogni”

traduzione Roberta Bovaia

 

 


Il tempo attende

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Portami via da qui, mi ha detto.

 Avrei voluto chiederglielo io.

Nell’indecisione siamo rimasti dov’eravamo.

 A fare due chiacchiere,

a parlare di come è difficile non essere da nessuna parte.

 Poi a un certo punto mi ha detto:

hai visto come è veloce il passato?

Ma i giorni passano per tornare.

 E ti accorgi che già li hai vissuti tutti,

come i sogni. E le donne.

Finisci col dirti: ma questa io l’ho già amata.

Ma qualche volta siamo troppo affamati per accorgercene.

È allora che chiediamo in prestito

un’altra settimana per rimediare all’errore.

 

 

Luther Blissett, eteronimo di Emilio Piccolo

Acerra 13 5 1951 – Acerra 23 7 2012

da “Beatrice. My heart is full of troubles”

 


Cerco un verso che ho perduto…

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1

Amo le cose che mai non ebbi,
con le altre che non ho più:

tocco un’acqua silenziosa,
distesa su freddi prati,
che senza vento rabbrividiva
in un orto che era il mio orto.

La guardo come la guardavo;
mi viene uno strano pensiero
e lenta gioco con quest’acqua
come con pesce o mistero.

2

Penso alla soglia dove lasciai
passi allegri che non ho più;
e sulla soglia vedo una piaga
piena di muschio e silenzio.

3

Cerco un verso che ho perduto
e che mi dissero a sette anni.
Era una donna che faceva il pane
e io ne vedo la santa bocca.

4

Viene un aroma spezzato in raffiche;
mi fa felice quando lo sento;
così tenue che non è aroma
ma è l’odore di mandorli.

Ai miei sensi ridona l’infanzia materna,
gli cerco un nome e non ne trovo.
E fiuto l’aria ed i villaggi
cercando mandorli che non trovo [….]

 

Gabriela Mistral, eteronimo di Lucila de María del Perpetuo 

Cile 7 4 1889 – New York 10 1  1957

 


Il sole della tua gioventù

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Se fissi bene i tuoi occhi,

se li stringi

ancora potrai scrutare

il sole della tua gioventù.

Stupore? Ti ricordi?

Occupava la metà del cielo.

Potrai guardarlo in faccia.

Stupore? Se era così naturale.

Aveva un colore, una danza,

aveva un desiderio,

una felicità straordinaria,

ti amava.

Tutto quel che a volte nel mezzo della tua età,

correndo nel treno

lungo il bosco al mattino,

credesti di immaginare in te stesso.

 

E’ nel cuore dove si schierano i vecchi soli

Perché da lì non si è mosso il tuo……

 

 

Virgilio Piñera Llera, Cuba 4 8 1912 – Havana 18 10 1979

da “Diciamo che abbiamo vissuto” in “Il peso di un’isola”

traduzione Giordano Lupi


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