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Poesia è dare alle parole la loro capacità di descrivere la pienezza delle cose, la loro luce, la loro vita. Y.B.

tumblr_nbry9n3KpT1qhoe3vo1_500IL Fulmine

Questa notte è piovuto.
Il sentiero ha odore di erba bagnata,
poi nuovamente la mano del calore
sulla nostra spalla, come
per dire che il tempo non ci porterà via niente.
Ma là
dove il campo inciampa nel mandorlo,
ecco, un animale è balzato
da ieri a oggi attraverso le foglie.
E noi ci fermiamo, al di fuori del mondo.
E io ti vengo vicino,
finisco di strapparti dal tronco annerito,
ramo, estate nel fulmine
da cui la linfa di ieri, divina ancora, scorre.

 

Yves Bonnefoy, Tours Francia, 24 giugno 1923

da “Ce qui fut sans lumière, Mercure de France, Paris 1987
trad. Mario Benedetti


Pioggia

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Mi sono svegliato stamattina con
una gran voglia di restare a letto tutto il giorno
a leggere. Ho cercato di combatterla per un minuto.

Poi ho guardato fuori dalla finestra la pioggia.
E mi sono arreso. Mi sono affidato totalmente
alla custodia di questa mattinata piovosa.

Rivivrei la mia vita un’altra volta?
Rifarei gli stessi imperdonabili errori?
Si, se appena potessi, si. Li rifarei.

 

Raymond Carver
da “Racconti in forma di poesia” in “Orientarsi con le stelle”


Momenti

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Che cosa fai?
Niente. Guardo
soltanto piovere
sulla piazza.
E si sedette
al suo fianco.
E si aggiunse,
in silenzio,
a quella celebrazione
della nostalgia,
a quel
rigoglio
di malinconia.

Karmelo C. Iribarren, San Sebastián 1959

 


Piove

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Piove e tu dici è come se le nuvole
piangessero. Poi ti copri la bocca e affretti
il passo. Come se queste squallide nuvole piangessero?
Impossibile. Ma allora, da dove questa rabbia,
questa disperazione che ci condurrà tutti al diavolo?
La natura nasconde alcuni suoi disegni
nel Mistero, il suo fratellastro. Così questa sera
che consideri simile a una sera da fine del mondo
molto prima di quanto credi ti sembrerà soltanto
una sera malinconica, una sera di solitudine persa
nella memoria: lo specchio della Natura. Oppure
la dimenticherai. Né la pioggia, né il pianto, né i tuoi passi
che risuonano lungo la scogliera hanno importanza.
Ora puoi piangere e lasciare che la tua immagine svanisca
nei parabrezza delle auto ferme
sul lungomare. Però non puoi perderti.

Roberto Bolaño Ávalos
Santiago del Cile, 28 aprile 1953 – Barcellona, 14 luglio 2003
da: I cani romantici


Piove…..


Oggi piove, guardo questo video.
Se esco dovrò portarmi l’ombrello, mettere l’impermeabile e gli stivali. Ora che ci penso, dovrò chiudere le imposte e mettere a riparo la biancheria stesa.
I bambini, invece, non hanno paura di bagnarsi, non hanno paura della pioggia, sono gli unici a sentire ancora di essere un tutt’uno con il mondo naturale che li circonda: l’albero, l’animale, il vento, la pioggia. I bambini , per un tempo breve ahimè, mantengono ancora il legame primordiale tra l’essere umano e la sua “madre” naturale. Poi anche loro patiranno il distacco e l’abbandono. Anche loro dimenticheranno di essere un frammento piccolissimo di una vita più grande della loro esistenza.
E impareranno a soffrire di solitudine.
Iraida


Il bastone della pioggia


Il bastone della pioggia

Capovolgi il bastone e quello che succede
è una musica che non avresti sperato mai
d’udire. Lungo il secco stelo di cactus scorrono

acquazzoni, cascate, rovesci, risacche.
Ti lasci attraversare come un condotto
d’acqua, poi lo scuoti di nuovo leggermente

ed ecco un diminuendo che corre per le sue scale
come una grondaia gemente. Di seguito,
uno spruzzo di stille da foglie irrorate,

sottile umidità d’ erba e margherite;
poi mille luccichii come soffi di brezza.
Capovolgi ancora il bastone. Quel che succede

non è sminuito dall’essere accaduto una volta,
due, dieci, mille volte prima.
Che importa se tutta la musica che traspare

è un cadere di pietriccio e semi secchi lungo un fusto
di cactus! Sei come l’uomo ricco accolto in paradiso
attraverso il timpano di una goccia di pioggia. E adesso
riascolta.


Seamus Heaney, Nobel per la Letteratura 1995
Castledawson, 13 aprile 1939 – Dublino, 30 agosto 2013


In una sera di pioggia….(Un vecchio post)

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E all’improvviso la pioggia, forte, scrosciante. Ne sento il rumore sulle persiane che, appena buio, chiudo velocemente . Il suono dei battenti e delle maniglie che girano sono rassicuranti, lasciano fuori il mondo, i suoi rumori, gli orologi nelle stazioni, le scale mobili, le porte scorrevoli, gli altri, quelli che chiedono e che aspettano che tu risponda, quelli che ti guardano e che vorresti non si accorgessero di te . Anche l’ultima imposta è chiusa.
E sarà stato il rumore della pioggia, il buio nella stanza, o, come voleva Proust, il potenziale magico che hanno in sé certe situazioni, per cui un ricordo disperso nel passato, riemerge all’improvviso alla coscienza e….io mi materializzo nella camera da letto della mia vecchia casa, in una sera di venticinque anni fa. Fuori, un forte temporale, in casa io e i miei figli. Loro, tra i giochi nella loro stanza che non vogliono saperne di andare a dormire, io nella camera in fondo al corridoio. Ad un tratto un tuono assordante, la luce che va via ed io che corro per raggiungerli. Qualche passo e…mi sento tirare da un lato, qualcuno mi trattiene per il maglione. Raggelata, mi fermo, è buio pesto, chiamo per nome i miei figli, non rispondono. Mi muovo lenta ed ancora sono trattenuta nell’andare, mi fermo, ho paura di procedere ma l’istinto materno è più forte, ancora tento qualche passo mentre chiamo i bambini, il terrore mi strozza la voce. Nessuno risponde e io non riesco a divincolarmi, mi abbasso lentamente in una posizione di difesa e all’improvviso ritorna la luce, quasi a terra mi volto e vedo un lembo del mio maglione impigliato nella maniglia della porta. Mi libero, corro verso la stanza dei miei figli e li trovo addormentati sul tappeto con in mano i loro giochi. Li metto a letto e mio marito rientra.
C’è voluto un bel po’ perché la smettesse di prendermi in giro per via dei “fantasmi” ma quella sera, mentre fuori diluviava, per un attimo ho pensato che in quella casa c’era tutto quello che volevo nella mia vita.

Allora non lo sapevo ma quell’attimo era la “felicità”.

Annamaria S.


…si tenevano per il cuore

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Gli innamorati sotto il porticato
(prima pioggia primaverile)
si tenevano per il cuore
come foglie verdi bagnate
l’una all’altra appiccicate
che nemmeno in tropicale calore
si sarebbero staccate.

Lawrence Ferlinghetti.
New York, 24 marzo 1919


Piove….

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PIOGGIA
Piove e tu dici è come se le nuvole
piangessero. Poi ti copri la bocca e affretti
il passo. Come se queste squallide nuvole piangessero?
Impossibile. Ma allora, da dove questa rabbia,
questa disperazione che ci condurrà tutti al diavolo?
La natura nasconde alcuni suoi disegni
nel Mistero, il suo fratellastro. Così questa sera
che consideri simile a una sera da fine del mondo
molto prima di quanto credi ti sembrerà soltanto
una sera malinconica, una sera di solitudine persa
nella memoria: lo specchio della Natura. Oppure
la dimenticherai. Né la pioggia, né il pianto, né i tuoi passi
che risuonano lungo la scogliera hanno importanza.
Ora puoi piangere e lasciare che la tua immagine svanisca
nei parabrezza delle auto ferme
sul lungomare. Però non puoi perderti.

Roberto Bolaño Ávalos
(Santiago del Cile, 28 aprile 1953 – Barcellona, 14 luglio 2003)
da: I cani romantici


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