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Lasciami andare dove un giorno non si fermerà treno.


Ah questa nostalgia, oh mia nemica.
Yousef Saad

Da trent’anni con te
Ci incontriamo in viaggio come i ladri ignari dei particolari
I vagoni del treno
Scemavano attraverso le stazioni
E la luce impallidiva
E il tuo sedile di legno ancora in uso nei treni è in buono stato
Con le incisioni del tempo
Le tracce di gesso
E gli scompartimenti di cui nessuno ricorda i nomi
E l’albero che adesso dorme sotto la polvere…
Per un attimo
Ti ho rubato lo sguardo
Poi mi sono affrettato ansimante verso i posti delle ultime vetture
Allontanandomi da te…

Dissi: la strada è lunga;
e tolsi dalla mia sacca di tela un pane e un pezzo di formaggio
Se fosse per me ti vedrei spartire il pane e il formaggio!
Come hai fatto a raggiungermi?
Come falco su di me sei piombato, come hai fatto?
Ascolta:
non andai per decine di migliaia di miglia
non vagai per decine di paesi
non conobbi migliaia di rami
perché tu mi rubassi….il tesoro
imprigionandomi in un angolo!
Adesso lascia il tuo posto, scendi!
Il treno correrà via con me dopo questa stazione
Scendi
Lasciami andare dove un giorno non si fermerà treno.

 

Yousef Saad, poeta arabo contemporaneo

Tradotta da Francesca  Corrao


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