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Ancora una fotografia

The Krazy Kat Klub 19212

Chi è che si stupisce, che si chiede

se deve riconoscersi in questa immagine?

Deve essere estate, e un giardino

in cui cinque o sei persone sono riunite.

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Ed era quando, e dove, e dopo cosa?

Questi, chi furono, gli uni per gli altri?

E poi, se ne preoccupavano? Indifferenti

come già la loro morte chiedeva loro d’essere.

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Ma questo, che guarda quest’altro

pur se intimorito! Strano fiore

questo frammento di fotografia!

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L’essere cresce a caso nelle vie. Un’erba povera

che lotta tra le facciate e il marciapiede.

E questi rari passanti, già delle ombre.

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Yves Bonnefoy, 

Tours Francia, 24 giugno 1923

da “Cancellare oltre” in “L’ora presente” trad. Fabio Scotto

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Nella sezione a cui appartiene questa poesia, Cancellare oltre, Bonnefoy insiste sul rapporto tra poesia e forma, e poesia e immagine.
In fotografia, uno scatto cattura per sempre un attimo irripetibile, la forma imprigiona la vita in una fissità che, però, non è in grado di spiegare tutta la realtà. Nelle prime due quartine di questo sonetto, si susseguono domande senza risposte. Le persone ritratte, alla fine, sono “ombre”. La vita non può stare nella forma, come la poesia.
Tuttavia per Bonnefoy cultore di Petrarca e Shakespeare,  il sonetto è la forma assoluta di concisione, il poeta è portato a cesellare, eliminare parole e suoni, a sottrarre più che aggiungere, per arrivare all’espressione pura della poesia: parole che si avvicinino all’essenza primigenia del mondo, della vita, dell’uomo.
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