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Le cose che non sono fondamentali per me

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Adesso, le cose che non sono fondamentali per me
formano una vasta schiera, come a volte le ombre del giorno.
Sono, dunque, le cose davvero importanti e quasi sempre inaccessibili.
Ora, piove sul fiume: non c’è niente di più inutile di questa pioggia sull’acqua.
Forse niente di più affascinante,  d’altronde.

Papà si è consumato con gli anni. Anche se non poteva reprimere la sua collera  innata                                                                                                                                                                                                                       e non trascurava neppure i suoi capelli né la sua faccia, parlava a volte in italiano
e si mostrava attento a molte cose che per lui prima erano niente.

 

Jorge Aulicino, Buenos Aires 1949

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traduzione di Silvia Rosa

Jorge Aulicino, giornalista culturale, lirico tra i più raffinati, nel 2015 Premio Nacional de Poesía, tra le sue raccolte: Poeta antiguo, La línea del coyote, El Cairo, nel 2012 ha radunato i suoi versi come Estación Finlandia. Nel 2015, in una personale rilettura,  ha tradotto in spagnolo la Divina Commedia, un vero e proprio evento letterario. Nel 2016 ha pubblicato una antologia di poesie di Pier Paolo Pasolini, nel 2018 ha tradotto Cesare Pavese.

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La poesia mi salva

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La poesia mi salva. 

Ma non è gratis questo miracolo. 

Lo pago minuto per minuto

con l’oscena  accettazione 

delle mie paure e dei miei desideri.

 

Valeria Pariso,  Buenos Aires 1970

traduzione mia


Sentire

 

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Non aver capito niente

ma niente 

del destino.

 

E tuttavia sentirlo

uguale al verde

diritto e furioso

del bambù 

sotto la pioggia.

 

Valeria Pariso,  Buenos Aires 1970

traduzione mia


Ciò che davvero facciamo….

 

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Non possiamo pensare

che, solo, tu stia nel passato.

Stamattina

mi sono affacciato alla porta

di casa  e ancora scivolava

lucente la luna nell’altezza,

ma già erano dorate le foglie degli alberi,

e lì stava la tua assenza,

in tutto, lontanissima

e vicina  come la tua mano

appoggiata alla mia spalla, silenziosa.

E’ che nessuno di noi

sa vivere senza il tuo sguardo,

e se tagliamo un ramo,

appendiamo un quadro,

accendiamo il fuoco,

o soltanto osserviamo, come ora,

la luce del mattino sugli eucalipti

ciò che davvero facciamo,

 è ricordarti….

 

Pablo Anadòn,

Villa Dolores (Argentina) 1963

7 anni senza il compagno della mia vita,  il mio riparo, il mio migliore amico…..

 


La luce della cucina al mattino

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La luce della cucina al mattino

quando la casa è ancora buia

e tutti dormono, e attraverso i vetri

il giorno è un sentimento

simile all’attesa o al desiderio.

La luce della cucina quando appare il sole

arancio tra i rami neri

e i fiori celestiali della jacaranda

e l’uomo fa il caffè,

sfoglia un libro, guarda il patio

e pensa che forse pioverà

che è quasi ora

di svegliare sua moglie,

che ci sono vestiti appesi alla corda,

che quel silenzio che sa di muffa

gli ricorda la sua infanzia,

che la vecchiaia si sta avvicinando

e la poesia  si allontana

e ancora non sa vivere.

 

Pablo Anadòn, Villa Dolores (Argentina) 1963

traduzione mia


Legge il giornale….

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Legge il giornale

chiede un caffè

aggiunge il dolcificante

lo gira

ne prende un sorso

sorride quando Mafalda

chiede

“Perché leggi il giornale ogni giorno

se le notizie sono sempre cattive”

“per sapere quanto resta del mondo stamattina”

le risponde.

 

Aldo Luis Novelli

Neuquén (Patagonia argentina) 1957

traduzione mia


Loro

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Lei carica  foto su facebook 
Lui commenta economia su twitter 
lei beve cappuccino 
lui  caffè nero e cornetti 
(tutti e due all’università) 
Non si guardano mai
perché lui  è molto timido 
e lei molto miope. 
Lei vive  all’otto B 
lui al sei A dello stesso edificio 
ma non si sono  mai incontrati.
A lui piace Dornbusch e a lei 
Silvina Ocampo. 

Se il destino li incrocia e li aiuta

si innamoreranno per sempre. 
Ma temo che 
non accadrà mai.

 

Marcelo Suarez De Luna,  Buenos Aires 1964

traduzione mia


Autunno

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Cosa fare

con questo autunno

senza autore né padrone.

Cosa fare

con la giovinezza delle rose

e la rugiada che canta alla finestra.

Cosa fare

con questa certezza di viaggio rinviato

di tempo che non ritorna

con mani gelate

senza altre mani.

Cosa fare

con questo fascio di violette

e questa farfalla

che non ha dimenticato il volo dell’infanzia.

Cosa fare

 

Silvia Loustau 

Mar del Plata (Argentina)


Quadro di un pomeriggio di pioggia

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Grigio scuro in cielo. 

Velluto cenere  tra le nuvole dipinte.

Patina grigia in un tardo pomeriggio.

Grigio su grigio, pennello, pittore. 

Insonnia di grigia sera

sopra un desiderio sfocato.

Acqua  mite del cielo e increspata

acqua di fiume. Anima  incatenata

alla memoria, alla nostalgia, al dolore.

Gocce fugaci. Fiume in corsa

nel pomeriggio. Ricordo  sulla sponda,

di un’altra pioggia, un altro fiume e un’altra attesa.

Pioggia grigia su alberi alteri.

Mite l’acqua del cielo. 

Pennello delicato. 

Pittore che dipinge una chimera.

 

Antonio  Jesùs  Cruz,  Frìas (Argentina) 1951

traduzione mia

 

Colori  vividi e spettrali di un cielo piovoso, gli stessi che colorano il ricordo, la nostalgia, il dolore per ciò che non può essere più. 

 


Una volta….

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….non c’è cosa  più triste di quando va via il  circo  
che in ampi spazi ha  fatto vibrare la sua tenda.
Perché il circo sì è un fiore con la musica 
diffuso e sonoro. Chiaro come una domenica. 
Una volta sono andato dietro a un povero circo

Una volta sono andato dietro a un sogno

dietro a un sogno con la musica. 

 

Raúl González Tuñón

Buenos Aires 29 3 1905 – Buenos Aires 14 8 1974

 

 


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