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becchino di tutto ciò che vidi….

 

flores secas

….Son anni che ruoto intorno a me stesso,

ma non sono riuscito a trovare l’entrata

del tutto sconosciuta, strana e plurisignificante.

Appassiscono in fila le parole, ormai,

e io, becchino di tutto ciò che vidi, credo

che è proprio così: appassiscono pure le parole.

 

 

Rezo Getiashvili, Tblisi 14 4 1976

da “Becchino” in  “Vite e tralci, Antologia di poeti georgiani contemporanei”

traduzione di Nunu Geladze e M. Coraci

 

 


Ex voto

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Scrivi, di ciò che nessuno crederà.

Come se niente fosse, scrivi

dei fantasmi,  l’ esistenza dei quali

neanche tu crederesti, ma, comunque…

 

Scrivi, di ciò che nessuno ti perdonerà.

Non lì,  sotto, sul foglio scrivi,

che sei tu la patria per te stesso, 

che è limpido  il tuo cuore.

 

Scrivi, ciò di cui sarai preso in giro.

Non attendere l’ispirazione, scrivi con audacia

di  quotidiane umiliazioni ingiuste 

e della tua  fede sconsacrata scrivi.

 

Cos’altro ancora? Scrivi dell’amore

e dì che hai penetrato  il segreto –

che le poesie si scrivono prima di innamorarsi

e si leggono dopo.

 

Zviad Ratiani, Tbilisi  (Georgia) 1971 

in “Vite e tralci”

traduzione dall’inglese  di Chiara Adezati

 

Ratiani appartiene alla generazione degli anni 90 nella lunga storia letteraria della Georgia, stato transcaucasico che si affaccia sul mar Nero.   Autore di cinque libri di poesia tradotti in undici lingue,  ha lui stesso tradotto in georgiano T.S.Eliot , Paul Celan  e Mark Strand. Ha vinto numerosi premi letterari.


…soltanto cerco le parole, quelle parole che si vogliono bene (M.Chitishvili)

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Dio, concedimi la virtù della pazienza,

fammi divenire muratore o pastore,

perdonami, ti prego, ma quando mi prende l’angoscia,

al posto di preghiere leggo poesie.

Splende il sole o mi batte l’uragano,

credo sempre di trovare un’altra sponda…..

 

Manana Chitishvili, Korinta (Georgia) 13 11 1954

da “Vite e tralci”

traduzione di Nunu Geladze


Due poeti…

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Intanto che si asciughino
gli occhi verdi sull’acquerello, 
e conti Adamo
le mele, di giorno,
di notte,  le stelle…
Ti prenderà la voglia
stridula e ardente
che stiano nell’Eden
due poeti, 
Eva e il serpente.

 

 

 

Lela Samniashvili, Gori 17 3 1977

da “Vite e tralci, Antologia di poeti georgiani contemporanei”

traduzione di Nunu Geladze e M. Coraci

 

Lela Samniashvili insegna all’Accademia Americana Givi Zaldastanishvili e all’Università Statale di Tbilisi. Ha pubblicato cinque raccolte di poesie e vinto vari premi letterari. Ha tradotto in georgiano Silvia Plath e  Virginia Woolf.

La lingua georgiana è il  Kartuli (ქართული), la denominazione deriva da  un capo chiamato Kartlos, considerato padre di tutti i Georgiani. È parlata come prima lingua da circa 3,9 milioni di persone in Georgia, di cui è la lingua ufficiale. Altri 3,5 milioni di persone la parlano all’estero (Turchia, Russia, USA, Iran, Azerbaigian). La lingua ha la reputazione di essere difficile da apprendere, soprattutto a causa della complessità del sistema verbale. Non esiste alcuna distinzione di genere tra maschile e femminile…. (da Wikipedia)


Mai, neanche una volta…

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Mai,
neanche una volta,
sono riuscito a svegliarmi
prima della vita, per neppure un lampo: lei sempre
sentendo il mio risveglio,
si sistema in modo
che io, già sveglio,
la colga
esattamente come
la lasciai.

Zviad Ratiani, Tbilisi  (Georgia) 1971 

traduzione dall’inglese  di Chiara Adezati

Ratiani appartiene alla generazione degli anni 90 nella lunga storia letteraria della Georgia, stato transcaucasico che si affaccia sul mar Nero.   Autore di cinque libri di poesia,  ha tradotto in georgiano T.S.Eliot , Paul Celan  e Mark Strand. Ha vinto numerosi premi letterari.


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