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Notizie di ottobre

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Notizie di ottobre
Allora così finisce, un giorno senza pioggia,
il mare che arretra alla fine della sera, sempre alla fine,
un rumore di foglie che invecchiano…

 

 

Jorge Galán,  eteronimo  di George Alexander Portillo.

San Salvador (El Salvador)  1973

 

 

 


ci sono versi capaci di raccontare una vita intera

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e ciò che è successo è che la mia casa aveva due porte: 
così una mattina, in pieno inverno, 
uscii dalla porta sul retro per raggiungere la porta principale 
senza sapere che il cammino tra loro 
era il resto del mondo

 

Jorge Galán, El Salvador 1973

traduzione mia


Come una parentesi

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e parlando della vita non c’è motivo di temere i fantasmi.

Ogni  avversità ha la sua  speranza e il suo segreto.

A volte i sogni vengono da noi in una  tazza di caffè denso,

fumante, col suono sordo del legno.

Lo so dopo aver camminato tra disordinati inverni ……

 

 

André Cruchaga,  Nueva Conception (El Salvador) 1957

traduzione mia


Novembre pende dalle finestre

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Novembre pende dalle finestre, 
si stira e si congela. Le nuvole grigie di neve 
si schiantano sui tetti. 
La neve è bianca come la pelle dei conigli spellati. 
I conigli appena nati non possono illuminare 
una tana. Radici 
trasparenti, resti d’ombra e di legumi, 
e un odore amaro e selvaggio e così antico 
come l’istinto di sopravvivenza. 
Novembre affonda come il piede di una ballerina 
nel centro dell’aria, s’impenna, gira, 
ulula, è un anziano, una barba piena di api, 
un agnellino che pascola per le colline levigate. 
Novembre è una veglia bianca 
inclinata come una ragazza prima di lanciarsi 
da un trampolino sul bordo del mare. 
Quasi scosceso, quasi gru e quasi ombra di gru 
sui bambini che scivolano sull’erba. 
Il mondo è freddo e non ho figli né moglie né familiari. 
Sussisto possedendo il nulla. 
La mia casa è il desiderio.

 

Jorge Galán,  eteronimo  di George Alexander Portillo.

San Salvador (El Salvador)  1973

da “Mezzanotte del mondo”

traduzione di Alessio Brandolini

 

E’ così bello il primo verso di questa poesia, davvero,  il verso perfetto dove, per un istante, ti pare di cogliere il battito della terra, i suoi ritmi, le sue stagioni. Mai diresti che è parte di una raccolta poetica che racconta il buio che cala su una terra, El Salvador, devastata dall’ingiustizia e dal terrore, il canto di dolore di un paese insanguinato da una guerra civile durata dodici anni, alla fine della quale i più elementari diritti umani sono stati  cancellati  in un crescendo di mattanze sanguinose. E il poeta ricorda “l’interminabile notte di novembre”*  densa di urla, sofferenza, dolore che sempre hanno un sapore antico,  come quello dell’istinto di sopravvivenza.

*(la notte del 16 novembre 1989 ci fu,  all’interno dell’Università cattolica, il massacro di sei frati gesuiti e due loro collaboratrici da parte dei militari del regime di Duarte) 


Novembre pende dalle finestre

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Novembre pende dalle finestre, 
si stira e si congela. Le nuvole grigie di neve 
si schiantano sui tetti. 
La neve è bianca come la pelle dei conigli spellati. 
I conigli appena nati non possono illuminare 
una tana. Radici 
trasparenti, resti d’ombra e di legumi, 
e un odore amaro e selvaggio e così antico 
come l’istinto di sopravvivenza. 
Novembre affonda come il piede di una ballerina 
nel centro dell’aria, s’impenna, gira, 
ulula, è un anziano, una barba piena di api, 
un agnellino che pascola per le colline levigate. 
Novembre è una veglia bianca 
inclinata come una ragazza prima di lanciarsi 
da un trampolino sul bordo del mare. 
Quasi scosceso, quasi gru e quasi ombra di gru 
sui bambini che scivolano sull’erba. 
Il mondo è freddo e non ho figli né moglie né familiari. 
Sussisto possedendo il nulla. 
La mia casa è il desiderio.

 

Jorge Galán,  eteronimo  di George Alexander Portillo.

San Salvador (El Salvador)  1973

da “Mezzanotte del mondo”

traduzione di Alessio Brandolini

 

E’ così bello il primo verso di questa poesia, davvero,  il verso perfetto dove, per un istante, ti pare di cogliere il battito della terra, i suoi ritmi, le sue stagioni. Mai diresti che è parte di una raccolta poetica che racconta il buio che cala su una terra, El Salvador, devastata dall’ingiustizia e dal terrore, il canto di dolore di un paese insanguinato da una guerra civile durata dodici anni, alla fine della quale i più elementari diritti umani vengono cancellati  in un crescendo di mattanze sanguinose. E il poeta ricorda “l’interminabile notte di novembre”*  densa di urla, sofferenza, dolore che sempre hanno un sapore antico,  come quello dell’istinto di sopravvivenza.

*(la notte del 16 novembre 1989 ci fu,  all’interno dell’Università cattolica, il massacro di sei frati gesuiti e due loro collaboratrici da parte dei militari del regime di Duarte) 

Nell’immagine, un dipinto ( Mezzanotte nel mondo) dell’argentino  Antonio Berni (1905- 1981). Le sue opere vanno dal surrealismo al “realismo socialista” degli anni 30. Esprime, così,  la denuncia sociale, utilizzando varie tecniche e materiali propri della pop art. 


….ti aspetto all’angolo di qualche verso

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Ho deciso di accettare il tuo invito
e ti aspetto all’angolo di qualche verso.
Qui, dove la poesia si fuma l’ultima sigaretta
e la notte con i tacchi alti le dà un bacio.
Il posto dove iniziano gli assalti,
rapine perpetrate contro l’anima.
L’angolo dove bruciano le tue vocali
e le mie gonne conoscono le tue risposte,
l’unico punto in tutto l’universo
dove sempre la colpa è del caso.

Aida Elena Parraga, San Salvador (El salvador) 7 8 1966


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