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Immagine fiabesca

 

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Quel giorno blu dautunno sbrigliato
laria un nuovo mare di cristallo,
e sul suo fondo i boschi e i campi,
appena mossi dal vento e inondati di luce.
Ma nel bosco di querce dovera lombra
e le foglie cadevano come monete che
nessuno osa toccare,
allora apparvero a briglia sciolta tre cavalieri.

Della loro mèta nulla possiamo dirvi.

 

 

Lars Gustafsson , Svezia 17 maggio 1936 – 3 aprile 2016

traduzione Maria Cristina Lombardi

 

 


…a casa c’era l’Enciclopedia

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…A casa c’era l’Enciclopedia onnisciente, un metro
sullo scaffale, sulla quale imparai a leggere.
Ma ognuno scrive la sua enciclopedia
che gli cresce nell’anima,
gli viene iscritta dalla nascita in poi, in migliaia
di pagine schiacciate l’una all’altra,
e tuttavia resta dell’aria fra di loro! come foglie tremanti
in un bosco, un libro di contraddizioni.
Ciò che sta lì muta ad ogni istante, le immagini
da sé si ritoccano, tremano le parole.
Un’ondata attraverso tutto il resto, seguita dalla
successiva, e dalla successiva…

 

Tomas Tranströmer. Stoccolma, 15 aprile 1931
Frammento da “Breve pausa durante un Concerto d’Organo”
da “Poesia dal silenzio”
traduzione di Franco Buffoni


…..difficile voler stare e volere cadere

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Certo che fa male, quando i boccioli si rompono.
Perché dovrebbe altrimenti esitare la primavera?
Perché tutta la nostra bruciante nostalgia

dovrebbe rimanere avvinta nel gelido pallore amaro?
Involucro fu il bocciolo, tutto l’inverno.
Cosa di nuovo ora consuma e spinge?
Certo che fa male, quando i boccioli si rompono,
male a ciò che cresce
male a ciò che racchiude.

Certo che è difficile quando le gocce cadono.
Tremano d’inquietudine pesanti, stanno sospese
si aggrappano al piccolo ramo si gonfiano, scivolano
il peso le trascina e provano ad aggrapparsi.
Difficile essere incerti, timorosi e divisi,
difficile sentire il profondo che trae, che chiama
e lì restare ancora e tremare soltanto
difficile voler stare
e volere cadere.

Allora, quando più niente aiuta
si rompono esultando i boccioli dell’albero,
allora, quando il timore non più trattiene,
cadono scintillando le gocce dal piccolo ramo,
dimenticano la vecchia paura del nuovo
dimenticano l’apprensione del viaggio –
conoscono in un attimo la più grande serenità
riposano in quella fiducia
che crea il mondo.

Karin Boye
Göteborg 1900 – Alingsas 1941
da “Terre nascoste” 1924

Karin Boye nasce in Svezia, a Göteborg nel 1900 e muore suicida nel 1941 ad Alingsas, nello stesso anno in cui, per una drammatica coincidenza, si tolgono la vita Virginia Woolf e Marina Cvetaeva.
Negli anni Trenta partecipa al movimento socialista e pacifista legato alla rivista di Henry Barbusse, Clartè e si interessa a Freud e alla psicoanalisi animando la rivista Spektrum.
Tra le opere in prosa, il romanzo di fantascienza “Kallocain”, 1940, considerato il suo capolavoro, una denuncia delle dittature, un’anticipazione del “1984” di Orwell.


Stamattina, intorno alle 6:00…….

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I ricordi mi vedono

Una mattina di giugno in cui era troppo presto
per svegliarmi ma troppo tardi per riprendere sonno,
devo uscire nel verde che è colmo
di ricordi, e mi seguono con lo sguardo.
Non si vedono, si fondono completamente
al paesaggio, perfetti camaleonti.
Sono così vicini che li sento respirare
benché il canto degli uccelli dia stupore.

Tomas Tranströmer
Stoccolma, 15 aprile 1931


Sulla ricchezza dei mondi abitati.

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In alcuni mondi si è confermata
la congettura di Riemann sui numeri primi
In alcuni mondi sono strappate
ad antichissimi funghi confessioni sommarie
In qualche mondo il buio più profondo è illuminato
da meravigliose pietre parlanti
In parecchi mondi l’estate dura
un secolo, e quelli che hanno la sfortuna
di nascere nei secoli invernali
trascorrono la vita dormendo
rivoltati e rinvolti nelle pellicce
bozzoli grigio chiari
In alcuni mondi anche questa poesia
è già stata scritta e scartata.

Lars Gustafsson
Västerås, Svezia 17 maggio 1936


Chissà se davvero ci sono altri mondi oltre il nostro:

ci sarà, forse, un mondo dal cielo basso ed opprimente,

un altro regolato da logica e certezze.

E se ci fosse un mondo senza memoria?

o uno dove i sogni non finiscono mai?

O un mondo avvolto di luce e “l’estate dura un secolo”.

E, chissà, un mondo che la nottata non finisce mai,

un mondo triste e desolato,

accanto a un mondo pieno di speranza.

Quanti mondi potrebbero esserci!

visibili e conosciuti, ignoti o ignorati,

alcuni vivibili altri ingovernabili …..

proprio come l’animo umano.  

Annamaria S. 

 


Il mondo può esistere solo se è visibile…..

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Erano due case gialle a nascondere la vista.
Ma dietro s’intravedeva una via, un verde pendío,

distanza, quiete, cosí lontano che l’aria vibrava.
E all’improvviso spuntarono là dei ciclisti, in maglia rossa.

Accadde tutto cosí in fretta che fu dimenticato,
ma riemerse come il frammento di una gara,
ma con fine e inizio irrimediabilmente non visibili.

Ciclisti in una fase indefinita della corsa, fuori contesto,
tanto che il primo poteva essere l’ultimo o il contrario.

Possono esistere solo finché sono visibili.

Poi fu la volta di un treno che attraversò l’estate,
i finestrini tutti aperti: un ricordo piú forte, un tempo
piú forte.

Che paesaggio aperto, strade, mani che salutavano!

Quando alzai gli occhi dal libro, tutte le finestre erano buie,
le tende svolazzavano verso l’interno per una muta corrente.

Continuai a guardare. Avrei potuto durare cosí per l’eternità.
Compresi allora che di tale materia sono fatti i giorni.

 

da “Sulla ricchezza dei mondi abitati”
Lars Gustafsson
Västerås, Svezia 17 maggio 1936


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