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Politica vuol dire realizzare. Alcide De Gasperi


Il mondo è un cristallo in frantumi
e omini in bombetta balbettano
un delirante linguaggio contorto
residui di ciarle di numi.
Sono cotogne, attori di un’eclisse
sussiegosi guitti che si affrettano
con sotterfugi e con risse
a trafugare il salario del mare
a spogliare ogni pòlipo morto.

Angelo Maria Ripellino
(Palermo, 4 dicembre 1923 – Roma, 21 aprile 1978)
da Lo slendido violino verde


1° maggio 1970, avevo 18 anni.



Come una scorreggia
Si è dissolta la Grande Madre Russia
Come una scorreggia

Arrivederci bandiera rossa
Eri metà sorella metà nemica
Eri i nostri vent’anni
Felici di essere traditi e calunniati
Eri l’altra faccia della luna
Il corpo della specie che dolora
L’urlo
La tenerezza che abbiamo dimenticato
La durezza che abbiamo conservato
Troppi morti troppi
Ecco perché adesso lacrime non ci sono da detergere
Né giustifiche da cercare
Arrivederci  bandiera rossa
A Lima giocando a pallone qualcuno ancora muore
A Lima a qualcuno ancora hanno tagliato la testa
Troppi morti troppi
Ecco perché adesso lacrime non ci sono da detergere
Ma nascere di nuovo dobbiamo
Anche se nascere di nuovo è ancora più pesante
Giace la nostra bandiera nel grande bazar della storia
La smerciano per dollari, alla meglio
Non ho preso il palazzo d’inverno
Non ho mai amato Stalin o Gorbaciov
Non sono stato mai iscritto al partito comunista
Ma guardo la bandiera e piango.

Emilio Piccolo (Acerra, 13/05/51)

dal sito http://www.vicoacitillo.it/


Ciao Miriam!

Sarà un segno  che proprio in giorni  in cui viene fuori tutta la miseria intellettuale di una classe politica inetta ed  indegna, muoia  una donna  che credeva fermamente che un mondo migliore fosse possibile e per questo ideale ha combattuto per tutta la vita. Ho avuto l’onore di conoscerla quando era  già una donna matura ed io,  giovanissima, fui colpita dalla sua storia, dalla  sua cultura,  dalla calma e la fermezza con le quali affermava le sue idee.  E’ stata per me un esempio e una guida.

A lei voglio dedicare perciò questi versi e salutarla come si saluta un’amica.

Ciao Miriam!

Anni 70 di Franca Figliolini

ricordi quando pensammo di fermare il tempo

coi palmi delle mani aperte
e parole, parole, infinite parole
una teoria di parole
come incantamenti
scorrevamo per le strade come torrenti in piena
trasformati in bandiere di noi stessi
trascinati a valle inarrestabilmente
annichiliti da una diga di sangue e violenza
dall’ottusa crudeltà di chi si volle avanguardia
d’umanità imbastardita dall’ecolalia degli slogan
ah, come fu duro il silenzio
-dopo-

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