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…..e a modo suo.

 

 

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Splendide mattinate.

Giorni in cui mi manca tanto che non mi manca niente.

Mi basta questa vita e non voglio altro.  Immobile,

spero che nessuno arrivi.

Ma se arriva qualcuno, spero sia lei.

Quella con le stelline di brillanti

sulla punta delle scarpe.

La ragazza che ho visto danzare il minuetto.

Quell’antica danza.

Il minuetto. lo danzava

come doveva essere danzato.

E a modo suo.

 

Raymond Carver

da “Blu oltremare” in Orientarsi con le stelle

traduzione R. Duranti e F. Durante

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La finestra

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Stanotte è arrivato un temporale e ha fatto saltare
l’elettricità. Quando ho guardato fuori
dalla finestra, gli alberi erano traslucidi.
Curvi e pieni di brina. Una calma enorme
s’estendeva sull’intera campagna.
Pur sapendo che non era vero, in quel momento
avevo la sensazione di non aver mai fatto, in vita
mia, una falsa promessa né d’aver mai commesso
neanche un atto impuro. I miei pensieri
erano pieni di virtù. Più tardi nella mattinata,
naturalmente, hanno riattaccato l’elettricità.
Il sole è uscito da dietro le nuvole
e ha sciolto la brinata.
E tutto è tornato come prima.

Raymond Carver

Da “Orientarsi con le stelle”

Traduzione di R. Duranti e F. Durante


Attesa

 

 

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Esci dalla statale a sinistra e

scendi giù dal colle. Arrivato

in fondo, gira ancora a sinistra.

Continua sempre a sinistra. La strada

arriva a un bivio. Ancora a sinistra.

C’è un torrente, sulla sinistra.

Prosegui. Poco prima

della fine della strada incroci

un’altra strada. Prendi quella

e nessun’altra. Altrimenti

ti rovinerai la vita

per sempre. C’è una casa di tronchi

con il tetto di tavole, a sinistra.

Non è quella che cerchi. È quella

appresso, subito dopo

una salita. La casa

dove gli alberi sono carichi

di frutta. Dove flox, forsizia e calendula

crescono rigogliose. È quella

la casa dove, in piedi sulla soglia,

c’è una donna

con il sole nei capelli. Quella

che è rimasta in attesa

fino ad ora.

La donna che ti ama.

L’unica che può dirti:

“Come mai ci hai messo tanto?”

 

Raymond Carver

 


Settembre

 

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Settembre, e da qualche parte le ultime
foglie dei sicomori
sono tornate alla terra.

Il vento spazza le nuvole dal cielo.

Cosa rimane qui? Galli cedroni, salmoni argentati
e il pino folgorato a due passi da casa.
Un albero colpito dal fulmine. Eppure già
sta tornando in vita. Alcuni germogli
sono apparsi, come per miracolo.

Alla radio suonano
“Maggie by my side” di Stefen Foster.

L’ascolto con lo sguardo perso lontano.

 

Raymond Carver

da “Blu oltremare” in Orientarsi con le stelle


Ecco, brillo. Ecco…..

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Adesso siamo come quel cono piatto di sabbia
nel giardino del Padiglione d’Argento a Kyoto
congegnato perché appaia solo alla luce della luna.

Vuoi che pianga?
Vuoi che vesta a lutto?

O che come la luce della luna sulla sabbia candida
usi la tua oscurità per brillare, baluginare?

Ecco, brillo. Ecco, piango.

 

Tess Gallagher,  Port Angeles 21 luglio 1943
da “Spontaneamente”
traduzione di Riccardo Duranti


Pioggia

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Mi sono svegliato stamattina con
una gran voglia di restare a letto tutto il giorno
a leggere. Ho cercato di combatterla per un minuto.

Poi ho guardato fuori dalla finestra la pioggia.
E mi sono arreso. Mi sono affidato totalmente
alla custodia di questa mattinata piovosa.

Rivivrei la mia vita un’altra volta?
Rifarei gli stessi imperdonabili errori?
Si, se appena potessi, si. Li rifarei.

 

Raymond Carver
da “Racconti in forma di poesia” in “Orientarsi con le stelle”


Il mio corvo

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Un corvo s’è posato sull’albero davanti alla mia finestra.
Non era mica il corvo di Ted Hughes né quello di Galway Kinnell.
Non era neanche quello di Frost, di Pasternak o di Lorca.
Non era uno dei corvi di Omero, sazi di sangue
dopo la battaglia. Era un corvo qualsiasi.
Uno che in vita sua non è mai riuscito a trovare il suo posto
né a far niente che valga la pena di raccontare.
È rimasto appollaiato sul ramo qualche istante.
Poi s’è levato in volo ed è uscito maestosamente
dalla mia vita

Raymond Carver
da “Racconti in forma di poesie” in “Orientarsi con le stelle”


Dove avevano abitato

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Dovunque andasse quel giorno ripercorreva
il suo passato. Attraversava mucchi
di ricordi. Guardava dentro finestre
che non gli appartenevano più.
Lavoro, miseria e soldi scarsi.
A quei tempi vivevano con la forza di volontà,
ben decisi a essere invincibili.
Niente li avrebbe fermati. Non
per un bel pezzo.

Nella stanza del motel
quella notte, alle prime luci dell’alba,
scostò una tendina alla finestra. Vide nubi
ammucchiate contro la luna. S’appoggiò
al vetro. C’era uno spiffero freddo
che gli toccò il cuore.
Ti amavo, pensò.
Ti amavo tanto.
Prima di non amarti più.

Raymond Carver
da “Blu oltremare”in “Orientarsi con le stelle”


C’era un tempo, c’era un tempo….

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Sotto la finestra, sul balcone, ci sono degli uccellini malridotti
che si affollano attorno al cibo. Sono gli stessi, credo,
che vengono tutti i giorni a mangiare bisticciando.
“C’era un tempo, c’era un tempo”
gridano e si beccano. Sì, è quasi ora.
Il cielo rimane cupo tutto il giorno, il vento viene da ovest e
non smette di soffiare…
Dammi la mano per un po’. Tienimi la mia.
Così va bene, sì. Stringimela forte.
C’era un tempo in cui pensavamo di avere il tempo dalla nostra.
“C’era un tempo, c’era un tempo”
gridano gli uccellini malridotti.

Raymond Carver
Clatskanie, 25 5 1938 – Port Angeles, 2 8 1988


Raymond….Tess

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Dalla finestra la vedo chinarsi sulle rose
reggendole vicino al fiore per non
pungersi le dita. Con l’altra mano taglia, si ferma e
poi taglia ancora, più sola al mondo
di quanto mi sia mai reso conto. Non alzerà
lo sguardo, non subito. È sola
con le rose e con qualcosa che riesco solo a pensare, ma non
a dire. So bene come si chiamano quei cespugli
regalatici per le nostre recenti nozze: Ama, Onora e Abbi Cura…
è quest’ultima rosa che lei all’improvviso mi porge, dopo
essere entrata in casa tra uno sguardo e l’altro. Affondo
il naso in essa, ne aspiro la dolcezza, la lascio indugiare—profumo
di promessa, di tesoro. Le reggo il polso per avvicinarla ancora,
i suoi occhi verdi come muschio di fiume. E poi la chiamo, contro
quel che avverrà: moglie, finché posso, finché il mio fiato, un petalo
affannato dietro l’altro, riesce ancora a raggiungerla.

RAYMOND CARVER
Clatskanie, 25 maggio 1938 – Port Angeles, 2 agosto 1988


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