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E qualche volta trova il tempo …..

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Poscritto

 

E qualche volta trova il tempo di andare in auto ad ovest

in County Clare, lungo la Flaggy Shore,

a settembre o ottobre, quando il vento

e la luce si azzuffano così che da una parte

l’oceano è pazzo di schiuma

e bagliori, e all’interno fra le pietre

la superficie di un lago color ardesia è illuminata

dal lampo terrestre di uno stormo di cigni,

le piume scompigliate e soffiate, bianco su bianco,

le teste adulte dall’aria ostinata

sommerse o affioranti o indaffarate sottacqua.

Inutile pensare di posteggiare e cogliere la scena

più completamente. Non sei né qua né là,

una fretta per cui passano cose note e ignote

mentre forti morbide folate prendono l’auto di sbieco

e sorprendono il cuore sovrappensiero e lo aprono d’un soffio

 

Seamus Heaney

 Castledawson, 13 aprile 1939 – Dublino, 30 agosto 2013

da The Spirit Level, 1996 – Traduzione di Massimo Bacigalupo


Quando non hai più niente da dire

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Quando non hai più niente da dire, guida

per un giorno intorno alla penisola.

Il cielo è alto come su una pista di decollo,

la terra non ha segnali: non c’è arrivo

 

ma un attraversamento, pur sempre raso allo strapiombo.

A sera gli orizzonti si bevono il mare e i colli,

il campo arato ingoia il timpano sbiancato a calce

e sei di nuovo al buio. Ricorda, adesso,

 

il litorale smaltato e il ceppo controluce,

lo scoglio dove i frangenti si sbrindellavano in stracci,

gli uccelli sospesi sui lunghi trampoli,

isole galoppanti nella nebbia verso il largo,

 

e guida verso casa, ancora con niente da dire,

tranne che ora puoi decifrare ogni paesaggio

con questo: cose fondate sulla propria forma e basta,

acqua e terra ai loro estremi.

 

Sèamus Heaney

da “Una porta sul buio”

trad. Roberto Mussapi


Il bastone della pioggia


Il bastone della pioggia

Capovolgi il bastone e quello che succede
è una musica che non avresti sperato mai
d’udire. Lungo il secco stelo di cactus scorrono

acquazzoni, cascate, rovesci, risacche.
Ti lasci attraversare come un condotto
d’acqua, poi lo scuoti di nuovo leggermente

ed ecco un diminuendo che corre per le sue scale
come una grondaia gemente. Di seguito,
uno spruzzo di stille da foglie irrorate,

sottile umidità d’ erba e margherite;
poi mille luccichii come soffi di brezza.
Capovolgi ancora il bastone. Quel che succede

non è sminuito dall’essere accaduto una volta,
due, dieci, mille volte prima.
Che importa se tutta la musica che traspare

è un cadere di pietriccio e semi secchi lungo un fusto
di cactus! Sei come l’uomo ricco accolto in paradiso
attraverso il timpano di una goccia di pioggia. E adesso
riascolta.


Seamus Heaney, Nobel per la Letteratura 1995
Castledawson, 13 aprile 1939 – Dublino, 30 agosto 2013


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