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In piena luce distruggiamo

radici

l’uomo e il suo mistero,

il fanciullo che in qualche estate

(nel buio dell’oblio)

giace sulla spiaggia ascoltando la promessa

che il vuoto di una conchiglia

gli sussurra all’orecchio:

Nel silenzio il silenzio parla.

 

Hugo Mujica, Buenos Aires 1942

da “E sempre dopo, il vento”
traduzione Alessandro Ghignoli


Il silenzio

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Il silenzio può essere un piano
rigorosamente eseguito
La cartografia di una vita
È una presenza
ha una storia una forma
Non confonderlo
con alcun tipo di assenza.

Adrienne Rich
Baltimora, 16 maggio 1929 – Santa Cruz, 27 marzo 2012

Quasi un monito, questa poesia.
Una delle grandi voci della poesia moderna americana, militante femminista e pacifista, Adrienne Rich prese coscienza e dichiarò la sua omosessualità, dopo venti anni di matrimonio e tre figli. Per tutta la vita, si ribellò allo stereotipo della donna “inesistente” inghiottita da doveri e restrizioni quotidiane, dall’ottusa visione di una donna prigioniera di convenzioni e regole imposte. Nelle sue opere in prosa e versi, si interroga sulle istituzioni del matrimonio e della maternità che, dice, hanno fatto dell’esistenza delle donne, delle “vite rinchiuse”. E invece lei pensava a una donna presente e partecipe della Storia, coraggiosa e con la giusta indignazione di fronte a ingiustizia e oppressione, una donna ” che troverà la via / per entrare di nuovo in scena / con un coltello e una macchina fotografica / un libro di miti….
E Adrienne Rich fu una donna di grande coraggio e coerenza. Nel 1997 rifiutò la National Medal of Arts, in disaccordo con la presidenza Clinton in quanto “l’arte, per come la concepisco io, e’ incompatibile con la politica cinica di questa amministrazione”. Nel 2003, la Rich e altri poeti rifiutarono di partecipare a una conferenza alla Casa Bianca sulla poesia americana, in segno di protesta contro la guerra in Iraq.


Silenzio

Questo pezzo è opera di Ernesto Cortazar. Fonte di ispirazione del brano è la sordità che colpì Beethoven negli ultimi anni della sua vita.


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