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…tornare nonostante tutto



 

La festa è cantare a bocca chiusa
il tango dell’addio e tornare
con la fronte invecchiata, le tempie
imbiancate dalla neve dei giorni
sentire (*)
più che un soffio la vita
un ventaccio, il bacio
con la lingua di un tsunami. E tornare

tornare nonostante tutto.

 

Rafael Courtoisie, Montevideo 1958

(*) Riferimento al famoso tango “Volver” di Carlos Gardel:
(Ritornare…con la fronte appassita,
le nevi del tempo argentarono la mia tempia…)

la poesia è tratta da: Fili d’aquilone n° 39
traduzione di Alessio Brandolini


El sur (Il Sud)

el-tunantetango-argentino

Da uno dei tuoi cortili aver guardato
le antiche stelle,
dalla panchina dell’ombra aver guardato
quelle luci disperse
che la mia ignoranza non ha imparato a nominare
né a ordinare in costellazioni,
aver sentito il cerchio dell’acqua
nella segreta cisterna,
l’odore del gelsomino e della madreselva,
il silenzio dell’uccello addormentato,
l’arco dell’androne, l’umidità
– queste cose, forse, sono la poesia.

Jorge Louis Borges
da “Fervore di Buenos Aires”
in “Poesie 1923 – 1976”

Borges diceva che il “Sur” , più che una zona precisa di Buenos Aires, era la sostanza originale, l’idea platonica della città. ” Non c’è un palmo di Buenos Aires che pudicamente, intimamente, in senso assoluto, non sia il “Sur” J.L.Borges


….e sopra sta la notte piena d’occhi


Gli amanti

E chi li vede che se ne vanno per la città
se tutti sono ciechi?
Loro si prendono per mano: qualcosa parla
fra le dita, dolci lingue lambiscono
l’umido palmo, corrono per le falangi,
e sopra sta la notte piena d’occhi.
Sono gli amanti, la loro isola fluttua alla deriva
verso morti di cespuglio, verso porti
che fra lenzuola si aprono.
Si disordina tutto attraverso gli amanti,
tutto trova la sua cifra giocata;
loro, però, neppure sanno che
mentre rotolano nell’amara arena
che è loro c’è una pausa nell’opera del nulla,
e che il tigre è un giardino che gioca.
Albeggia nei carri dell’immondizia,
cominciano a uscire i ciechi,
il ministero apre i suoi portoni.
Gli amanti arresi si guardano e si toccano
una volta di più prima di fiutare il giorno.
E già sono vestiti, già se ne vanno per la strada.
Ed è solo allora
quando sono morti, quando sono vestiti,
che la città li recupera ipocrita
e gli impone i doveri quotidiani.

Julio Cortàzar
Bruxelles, 26 agosto 1914 – Parigi, 12 febbraio 1984


“Il tango è un pensiero triste che balla” Jorge Luis Borges.


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