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Poesia è l’arte di caricare ogni parola del suo massimo significato. E.Pound

La poesia, secondo Rilke, non è come crede la gente, sentimento. La poesia è esperienza “Per un solo verso si devono vedere molte città, uomini e cose, si devono conoscere gli animali, si deve sentire come gli uccelli volano, e sapere i gesti con cui i fiori si schiudono al mattino…… Si deve poter ripensare a incontri inaspettati e a separazioni ….al mare, ai mari, a notti di viaggio. Si devono avere ricordi di molte notti d’amore, nessuna uguale all’altra…. E anche avere ricordi non basta. Si deve poterli dimenticare, quando sono molti, e si deve avere la grande pazienza di aspettare che ritornino….” R. M. Rilke da “I quaderni di Malte Laurids Brigge”
La poesia è studio, rappresenta il livello più alto di ricerca linguistica. La Poesia è conoscenza, acuisce la percezione del mondo e, in certi casi, è capace di profonde intuizioni sulla realtà, sul mondo, sull’esistenza umana.
E’ perciò un vero peccato banalizzarla o farne una lettura sommaria e superficiale. Iraida

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Le poesie vanno sempre rilette,
lette, rilette, lette, messe in carica;
ogni lettura compie la ricarica,
sono apparecchi per caricare senso;
e il senso vi si accumula, ronzio
di particelle in attesa,
sospiri trattenuti, ticchettii,
da dentro il cavallo di Troia.

Valerio Magrelli
da “Didascalie per la lettura di un giornale” 1999


La scrittura è una parte di noi che lasciamo andar via come una barca di carta sull’acqua.


Oggi tra un commento e l’altro riflettevo  su quanto sia più facile confrontarsi con i propri pensieri e  mostrarli agli altri, attraverso la scrittura. Scrivere è la forma più completa di libertà, una volta si scrivevano lunghe lettere, oggi c’è la rete.  E  questa ragnatela  virtuale è fatta di persone che,   con le loro idee, le loro passioni,  scrivendo, prendono e restituiscono parole, pensieri, emozioni.
Margaret  Athwood in “Negoziando con le ombre”, cita un centinaio di motivi per scrivere. Quello che  ricordo sempre è questo “ scrivo per restituire qualcosa che mi è stato dato”.
E se ci pensiamo, con la scrittura “cediamo” ogni volta qualcosa di noi.  Scriviamo delle cose che ci accadono, dei nostri pensieri, dei nostri desideri, di quello che ci tormenta o ci rende felici, e quando alla fine mettiamo il punto alle parole, una parte di noi è già lontana.

Preferisco venire dal silenzio di Valerio Magrelli

Preferisco venire dal silenzio
per parlare. Preparare la parola
con cura, perché arrivi alla sua sponda
scivolando sommessa come una barca,
mentre la scia del pensiero
ne disegna la curva.
La scrittura è una morte serena:
il mondo diventato luminoso si allarga
e brucia per sempre un suo angolo.


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