Archivi tag: Vera Lúcia de Oliveira

Andate a dire a mia madre

giulio-regeni

A Giulio Regeni
(in memoriam)  

andate a dire a mia madre
che non ho mai perso il senso
dell’amore
andate a dire a mio padre
che sono venuto al mondo
anche per vedere voi
andate a dire a mia sorella
che mi sono foderato bene
l’anima
per attraversare l’inferno
e amare ancora il mondo

 

Vera Lúcia de Oliveira

da “Ditelo a mia madre”

 

Leggo la poesia e poi cerco una foto di lui da pubblicare. Ce ne sono tante ma mi si stringe il cuore davanti a questa. Lo ritrae poco più che adolescente, col gattino tra le mani e il sorriso di una tenerezza disarmante. Piango. 


aveva imparato a osservare le rondini…

tumblr_n3almopj8q1rgfa66o1_500

 

aveva imparato a osservare le rondini
sempre lì a partire sempre lì a migrare
poi tornano non le stesse magari altre
della stessa famiglia della stessa specie
si trasmettono l’odore dei luoghi
si trasmettono la dimensione delle cose
la memoria le misure dei pieni e dei vuoti
il ritorno era sempre una ricognizione
come se ognuna dovesse all’altra
la strada da fare e quella già fatta.

 

Vera Lúcia de Oliveira, San Paolo del  Brasile 1958
da “La carne quando è sola”

 


“Io tolsi ai mortali la preveggenza della propria morte”
 “E quale rimedio trovasti a questa malattia?”
“Insinuai in loro cieche speranze” ( Eschilo, Prometeo incatenato)

flash 032

 

diceva che la vita era bella se presa a piccole dosi

ogni giorno una piccola fiammella che stai lì a soffiare

può darsi che nemmeno Dio si accorga

che sei viva e ti risparmi la morte.

 

Vera Lúcia de Oliveira, San Paolo del  Brasile 1958
da “La carne quando è sola”

 


La carne quando è sola

tumblr_n5xuzaHKhE1qzhl9eo1_500

neanche a pensarci diceva
bisogna mandare giù masticare
e lei a mordere quel pane a ingoiarlo
con un po’ d’acqua o di nascosto
a buttare qualcosa al gatto l’unico
ad avere pietà, se il cibo dentro
era come una stoppa mamma
come si manda giù
la vita?

Vera Lúcia de Oliveira, São Paulo in Brasilea 1958
da “La carne quando è sola”


Il denso delle cose

tumblr_mp5ja1OIxm1r082jyo1_500
di casupole
era fatta l’infanzia
di pareti bianche
di cortili gonfi di uccelli

e un lento dolore
da qualche parte
che né madre né padre
sapevano di notte cullare.

Vera Lúcia de Oliveira, San Paolo del Brasile 1958
da “Uccelli convulsi” in ” Il denso delle cose” 2001


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: